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Martedì 29 novembre – Morte a Venezia (L. Visconti)

novembre 26, 2011

Con martedì 29 novembre si conclude la prima rassegna cinematografica della stagione intitolata “Note d’autore”. Il critico senigalliese Roberto Ferretti, curatore della rassegna, introdurrà e commenterà il quarto film da lui scelto: Morte a Venezia di Luchino Visconti (130’).


Le musiche scelte da Visconti sono state in prevalenze composte da Gustav Mahler, la cui vita aveva in parte ispirato lo stesso scrittore tedesco per il romanzo e il suo protagonista, anche se il modello principale è costituito dal poeta omosessuale tedesco August von Platen. Tra le musiche dal vivo anche brani da La vedova allegra di Lehar.
Ispirato all’omonimo romanzo di Thomas Mann e premio speciale a Cannes nel 1971, il film è ambientato al Lido di Venezia e ha per protagonista il compositore Von Aschenbach (in Mann era uno scrittore), che si reca in Italia per un lungo periodo di riposo dopo una crisi cardiaca. In questo ambiente singolare nota un giovane polacco, Tadzio, il cui pensiero lo turba profondamente.
Gli interpreti principali sono Dirk Bogarde, Romolo Valli, Marisa Berenson, Björn Andresen e Silvana Mangano.
Ore 21.15, Piccola Fenice.

Martedì 22 novembre – “2001: odissea nello spazio” (di S. Kubrick)

novembre 19, 2011

Martedì 22 novembre sarà proiettato uno dei film più famosi della storia del cinema: “2001: odissea nello spazio” del regista Stanley Kubrick. Lo ha scelto per la rassegna “Note d’autore” il critico cinematografico senigalliese Roberto Ferretti, che sarà con noi in sala a presentare e commentare il capolavoro girato nel 1968 (149′).


Tre nomination agli Oscar (miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior scenografia) e la statuetta per i migliori effetti speciali consegnata allo stesso Kubrick. Un film di fantascienza rivoluzionario sia nell’impostazione che nel linguaggio, ispirato ad un racconto dello scrittore Arthur C. Clarke (La sentinella). La musica accompagna e sublima il racconto delle immagini: memorabile l’uso del walzer “Sul bel Danubio blu” di Johann Strauss e forse ancora di più all’inizio del film e in alcune parti significative quello del poema sinfonico “Così parlò Zarathustra” di Richard Strauss (apertamente ispirata alle opere di Nietzsche) che d’allora in poi è diventata familiare alle nostre orecchie.
La pellicola è stata giudicata di rilevante significato estetico, culturale e storico, e selezionata nella lista di film preservati nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Gli interpreti principali sono Keir Dullea e Gary Lockwood.
Piccola Fenice, ore 21.15.

Martedì 15 novembre – Accattone (P. P. Pasolini)

novembre 12, 2011

Martedì 15 novembre ci sarà il secondo appuntamento con la rassegna “Note d’autore. Utopie cine-musicali tra Disney, Visconti, Pasolini e Kubrick” curata dal critico senigalliese Roberto Ferretti. Il film scelto questa settimana è Accattone di Pier Paolo Pasolini (120′, 1961), che propone l’originale accostamento di Johann Sebastian Bach (“La passione secondo Matteo”) ai temi dei suoi romanzi che avevano scandalizzato l’Italia benpensante.


Ambientato nelle periferie romane, è il primo lungometraggio girato dallo scrittore, poeta e regista friulano che ne scrisse anche la sceneggiatura con la collaborazione di Sergio Citti. Tra gli attori non professionisti ci sono anche Franco Citti che recita la parte del protagonista Vittorio, soprannominato “Accattone”, e Adriana Asti. Compaiono in piccoli ruoli anche lo scrittore calabrese Stefano D’Arrigo ed Elsa Morante.
Il trailer originale del film può essere visto qui.
Ore 21.15, Piccola Fenice.

Martedì 8 novembre: “NOTE D’AUTORE. Utopie cine-musicali tra Disney, Visconti, Pasolini e Kubrick” (rassegna a cura di R. Ferretti) + Cinema e minori (Casa della Gioventù)

novembre 3, 2011

E finalmente anche quest’anno siamo in grado di ripartire con la programmazione del Circolo nella sala della Piccola Fenice per tutto l’inverno fino a maggio. Le modalità saranno le solite: una tessera da 5 euro che sarà poi valida per tutto l’anno solare. Naturalmente parte dei problemi e delle mancate comunicazioni precedenti riguardano proprio le questioni economiche, ma per quest’anno sembra che siamo in grado di continuare con queste stesse condizioni. Quindi non mancate e non mancate anche di comunicarci i vostri suggerimenti per il futuro.
Il primo appuntamento in sala è per martedì 8 novembre alle 21.15 con Fantasia prodotto da Walt Disney.


Visto il gradimento dello scorso anno, infatti, abbiamo pensato di riproporre al critico cinematografico senigalliese Roberto Ferretti di scegliere e presentare la rassegna iniziale del mese di novembre. Roberto è stato disponibilissimo, come sempre, e per dare l’avvio a questa stagione ha scelto una rassegna a cui ha dato questo titolo: “NOTE D’AUTORE. Utopie cine-musicali tra Disney, Visconti, Pasolini e Kubrick“. Trovate il programma completo della rassegna cliccando sull’immagine qui sotto.

Segnaliamo inoltre un’iniziativa che avrebbe meritato tutt’altra tempistica e ce ne scusiamo moltissimo (la conferenza stampa con la partecipazione delle autorità comunali è di questa mattina: se ne può leggere di più su VivereSenigallia e su 60019.it).
Si tratta di una seconda rassegna dal titolo “Cinema e minori” che partirà questa sera stessa, giovedì 3 novembre alle 21.15 sempre alla Piccola Fenice, con il film Cose di questo mondo di Michael Winterbottom (90′), Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2003.
La rassegna è stata voluta dalla “Casa della Gioventù” di Senigallia per celebrare i suoi 25 anni, in collaborazione con le associazioni “Il germoglio”, “Un tetto” e il nostro circolo.

Gli altri appuntamenti al cinema sono previsti per giovedì 10 novembre con Gli anni in tasca di François Truffaut e giovedì 17 novembre con L’estate di Kikujiro di Takeshi Kitano.

Cielo senza terra – G. Maderna e S. Pozzoli

febbraio 5, 2011

Martedì 8 febbraio ci sarà il secondo appuntamento con “Anteprima Cinema” che prevede la proiezione del film  “Cielo senza terra” di Giovanni Davide Maderna e Sara Pozzoli e l’incontro con il regista Giovanni Maderna. La serata sarà introdotta dal critico Roberto Ferretti, che oltre a presentare il film e il regista, condurrà il dialogo successivo alla visione.


Presentato alle Giornate degli autori al Festival di Venezia 2010, in questo lungometraggio la telecamera segue la camminata in montagna di un giovane padre e di suo figlio di 8 anni. Passo dopo passo, tra il saliscendi delle pianure e dei sentieri, il loro cammino diventa anche dialogo aperto e intimo sul mondo, la vita, la famiglia, l’amore, l’infanzia, l’età adulta, la dimensione cittadina che il padre ha lasciato, la natura. Tra domande, incontri e scoperte padre e figlio si mettono in relazione ad altre vicende che sembrano affiorare dal passato o dalla realtà quotidiana della città: un gruppo di operai ha occupato una fabbrica, un produttore musicale negli anni Settanta racconta le sue (dis)avventure.
Un viaggio nel tempo e nello spazio, dove molteplici dimensioni coesistono, una accanto all’altra, infinite, tra ricordi, allusioni in cui le storie individuali si intrecciano alla storia collettiva.

Nel cast figurano Eugenio Maderna, Giovanni Maderna, la voce di Gianni Grandis dalla trasmissione radiofonica “Il popolo del blues”, operai e sostenitori della Innse di Milano. Il film è stato prodotto da Quarto Film, in collaborazione con Vivo Film, Rai Tre (Fuori Orario) e girato nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale e in via Rubattino alla Innse di Milano. Le musiche che accompagnano i passi sono quelle del progressive rock italiano: Brainticket, Perigeo, N.A.D.M.A. e l’album “Mu” di Riccardo Cocciante. Il film “Cielo senza terra” ha vinto il secondo premio al Festival Filmmaker Doc 15. Inizio alle 21.15.

Una giornata particolare – Ettore Scola

novembre 29, 2010

Martedì 30 novembre, quinto e ultimo appuntamento con la rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza” alla Piccola Fenice di Senigallia: il film in proiezione è “Una giornata particolare” (1977), diretto da Ettore Scola, protagonisti Marcello Mastroianni e Sofia Loren. L’inizio delle proiezioni è alle 21.15. Ingresso con tessera.

Presentato in concorso alla 30ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, “Una giornata particolare” è tra i film più belli della cinematografia italiana. Con la sceneggiatura dello stesso regista Ettore Scola, Ruggero Maccari e la collaborazione di Maurizio Costanzo, il film si è aggiudicato 2 David di Donatello al miglior regista e miglior attrice protagonista nel 1978 e nello stesso anno anche il Premi César e il Golden Globe come miglior film straniero.

È la giornata dell’arrivo di Hitler a Roma, nel maggio del 1938: “Una giornata “particolare” nella quale i due protagonisti, Antonietta e Gabriele, unici rimasti nel grande caseggiato romano oltre alla portiera (gli altri sono tutti alla manifestazione fascista) hanno l’opportunità di conoscersi. Lei, madre di sei figli e moglie vessata dal marito, lui radiocronista omosessuale per questo costretto al confino. Lei, emblema dell’Italia che plaudeva al fascismo spesso per inerzia e scarso senso critico, lui di quell’Italia che invece metteva in discussione le scelte del periodo. Il centro di questo incontro sarà la possibilità del dialogo, la possibilità dell’ascolto da anima ad anima. Il film si apre con un magistrale lungo piano sequenza.

Anche se non così evidente, in questo film la riflessione sul problema “realtà-apparenza” che ha fatto da filo rosso alle scelte della rassegna, è ben  presente: non riguarda infatti soltanto il piano “psicologico – esistenziale” della vita, ma investe anche questioni “politiche”, oggi più che mai attuali, strettamente attinenti alla sfera dei media e della libertà d’informazione, alla libertà dell’essere. La rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza”, è stata curata per noi da Roberto Ferretti (critico, pubblicista e docente di cinema).

La doppia ora – Giuseppe Capotondi

novembre 20, 2010

Il prossimo martedì 23 novembre ci sarà il quarto appuntamento con la rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza”: il film in proiezione alle 21.15 è “La doppia ora” (2009), diretto dal corinaldese Giuseppe Capotondi. L’inizio è, come al solito, alle 21.15.

Presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il soggetto del film aveva già ricevuto una menzione speciale al Premio Solinas nel 2007. La storia è quella di Sonia (Kseniya Rappoport che per la sua interpretazione ha vinto la Coppa Volpi) e Guido (Filippo Timi), cameriera in un albergo lei e ex poliziotto lui. Dopo essersi incontrati a uno speed date, i due protagonisti vengono coinvolti in una rapina nella quale uno dei due rimane ferito. È l’inizio dello svelamento di un lavoro costruito sapientemente come thriller psicologico, che raggiunge risultati di una certa efficacia, collocandosi sulla falsariga che accomuna tutte le pellicole della rassegna, anche se in maniera diversa. Come nel film precedente della rassegna, “Una pura formalità”, ma senza le stesse implicazioni filosofiche, il film del marchigiano Capotondi esplora infatti il confine tra ciò che è e ciò che sembra, portando lo spettatore a scoprire gradualmente la prospettiva adottata, a domandarsi insieme ai personaggi quali vicende raccontate siano reali e quali frutto di invenzione.Quanto della vita di Sonia è vero? Cosa è successo a Guido?

Nel cast c’è anche Antonia Truppo. Il film ha inoltre ricevuto due nomination ai Premi Ioma 2010 come miglior film italiano e miglior attrice protagonista (Kseniya Rappoport).
La rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza” è curata dal critico senigalliese Roberto Ferretti.

Una pura formalità – Giuseppe Tornatore

novembre 15, 2010

Martedì 16 novembre, terzo appuntamento con la rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza” curata da Roberto Ferretti, nell’ambito della Stagione cinematografica 2010-2011 del Comune di Senigallia e del circolo cinematografico Linea d’ombra. Il film in proiezione alle 21.15 è “Una pura formalità” (1994), diretto da Giuseppe Tornatore. L’inizio delle proiezioni è alle 21.15.

Il cast impegnato è di notevole livello e la pellicola gioca sulla capacità del linguaggio cinematografico di dire il vero o mentire e sulla convenzione “morale” tra regista-narratore e spettatore. In questa pellicola, l’esplorazione del confine tra ciò che è e ciò che sembra, calata nell’ambito di un’investigazione poliziesca, arriva imprevedibilmente a livelli di notevole fascino speculativo. Spaesato e apparentemente in preda ad amnesia, il noto scrittore Onoff (Gerard Depardieu doppiato da Corrado Pani) viene trovato a correre lungo una stradina di campagna in una notte di pioggia, proprio nei dintorni di un posto in cui è stato commesso un omicidio. Onoff viene dunque sottoposto a interrogatorio dal commissario di polizia (Roman Polanski doppiato da Leo Gullotta). Il verbalizzatore è interpretato da Sergio Rubini. Le musiche sono di Ennio Morricone.

Opera sul confine labile tra facce di una stessa medaglia e dettagli o verità solo evocate, il film è stato presentato a Cannes.

La rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza”, a cura di Roberto Ferretti, prosegue il 23 novembre con “La doppia ora” (2009), diretto dal marchigiano Giuseppe Capotondi e si conclude il 30 novembre con “Una giornata particolare” (1977), film tra i più belli e compiuti di Ettore Scola.

Roberto Ferretti, senigalliese, si occupa professionalmente da oltre un quindicennio di cultura cinematografica. Laureato al Dams e diplomato al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Ferretti è un critico, pubblicista e docente di cinema e semiotica al Centro Sperimentale di Design di Ancona. Ha vinto il premio Pasinetti per la saggistica.

L’invenzione di Morel – Emidio Greco

novembre 6, 2010

Martedì 9 novembre, alla Piccola Fenice di Senigallia, secondo appuntamento della rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza. Quattro passi a tema, più uno, nel cinema italiano”. Il film in proiezione è L’invenzione di Morel, film d’esordio di Emidio Greco del 1974. La proiezione avrà inizio alle 21.15.

La rassegna rientra nella lunga Stagione cinematografia 2010-11 di Senigallia (Comune – Assessorato alla Cultura) a cura del Circolo cinematografico Linea d’ombra, che fino alla primavera proporrà una serie di appuntamenti di cinema d’arte e bellissime pellicole difficilmente distribuite nel grande circuito. Per tutto il mese di novembre, ogni martedì, lo schermo della Piccola Fenice presenterà cinque titoli italiani scelti da Roberto Ferretti (critico, pubblicista e docente di cinema) compresi fra il 1966 e il 2009, dominati dal tema filosofico della dialettica realtà-apparenza.

Dopo Blow-up di Antonioni, è il turno de L’invenzione di Morel (1974), opera d’esordio di Emidio Greco che ha di fatto aperto la strada in maniera pionieristica ai numerosi film sulla “realtà virtuale” che sarebbero apparsi in seguito (compreso Nirvana di Gabriele Salvatores). Film definito di fantascienza e tratto dal primo romanzo di Adolfo Bioy Casares, collega e collaboratore di Borges, L’invenzione di Morel esplora il sottile confine tra realtà e apparenza attraverso la percezione delle cose e la riproducibilità dell’immagine. Il protagonista del film fa naufragio in una enigmatica isola abbandonata dove incontra persone che sembrano non accorgersi di lui, per scoprire alla fine che si tratta di proiezioni di una macchina, inventata e gestita da Morel che così facendo intendeva arrivare all’immortalità. Queste persone sono però costrette a ripetere gesti e parole all’infinito. Per incontrare la donna di nome Faustine, da cui rimane affascinato, il protagonista del film finisce per entrare nella proiezione. Girato a Malta per gli esterni, il cast presenta attori di prima grandezza: John Steiner, Giulio Brogi, Anna Karina, Roberto Herlitzka. Anche il cast tecnico del film è notevole: la sceneggiatura è stata scritta dal regista e da Andrea Barbato, le musiche sono di Nicola Piovani (una canzone è cantata anche da Laura Betti), la fotografia è di Silvano Ippoliti e le scenografie di Amedeo Fago.

Il curatore della rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza”, Roberto Ferretti, è nato a Senigallia, si occupa professionalmente da oltre un decennio di cultura cinematografica. Laureato al Dams e diplomato al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Ferretti è critico, pubblicista e docente di cinema e semiotica al Centro Sperimentale di Design di Ancona. Ha vinto il premio Pasinetti per la saggistica.

L’ingresso è gratuito per i soci. La tessera si può fare all’entrata e costa 5 euro.

L’incredibile realtà dell’apparenza

ottobre 29, 2010

Cari amici, diamo inizio alla nuova stagione approfittando della presenza e dell’affabilità di uno dei più grandi esperti di cinema del territoriomarchigiano: il critico cinematografico Roberto Ferretti. Qui di seguito troverete la presentazione dei temi della rassegna che animerà tutti i martedì di novembre, scritta dallo stesso Roberto. Ci vediamo martedì 2 novembre alle ore 21.15 alla Piccola Fenice. L’ingresso è con le solite modalità: la tessera annuale è di 5 euro e dà diritto ad entrare gratuitamente a tutte le proiezioni.

 

L’INCREDIBILE REALTA’ DELL’APPARENZA.

Quattro passi a tema, più uno, nel cinema italiano

 

a cura di Roberto Ferretti

Critico, pubblicista e docente di Cinema, Roberto Ferretti si occupa professionalmente di cultura cinematografica da oltre un quindicennio. Laureato con lode in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, ha conseguito qualifiche professionali di settore e vinto, durante la frequenza della Scuola Nazionale di Cinema, il Premio “Pasinetti” per la saggistica. Musicologo in ambito cine-musicale, insegna Semiotica al Centro Sperimentale di Design di Ancona.

 

Presentazione del curatore

Tanto cinema, soprattutto contemporaneo, è dominato dal tema “filosofico” e intrinsecamente cinematografico della dialettica realtà/apparenza. Al riguardo, questa rassegna circoscritta a cinque titoli, compresi fra il 1966 e il 2009, intende focalizzare l’attenzione sulla produzione italiana. La quale in proposito è solitamente trascurata, nonostante L’invenzione di Morel, opera d’esordio nel 1974 di Emidio Greco, abbia aperto di fatto la strada, in maniera pionieristica, ai numerosi film sulla “realtà virtuale” che sarebbero apparsi in seguito (compreso Nirvana – 1997 – di Gabriele Salvatores, non incluso nella cinquina selezionata).

Questo del “virtuale” è, però, soltanto uno dei lati da cui il cinema italiano ha esplorato la questione. Otto anni prima de L’invenzione di Morel, per esempio, Michelangelo Antonioni aveva realizzato Blow-up, dove la situazione concettuale risulta ribaltata rispetto al lungometraggio di Greco. In quest’ultimo infatti la “realtà” che appare al protagonista, naufrago su un’isola enigmatica quanto i fatti che vi accadono, non è altro che il frutto di una “finzione” perpetua e pervasiva (come del resto avviene tematicamente anche in Matrix dei fratelli Wachowski, arcinota trilogia statunitense – 1999-2003 – che peraltro ben poco, nel bene e nel male, ha in comune col film italiano). Nel caso di Antonioni invece ci si limita a constatare, seguendo le ossessioni di un fotografo, che solo illusoriamente una registrazione meccanica della realtà, fotografica, cinematografica o quant’altro essa sia, può “testimoniare” l’esistenza sicura di un qualsivoglia dato reale.

Il conflitto fra realtà e apparenza, comunque, non passa sempre e necessariamente attraverso una tematizzazione esplicita del cinema in quanto “registratore oggettivo” o presunto tale della realtà, ma può anche essere affrontato riferendosi più allusivamente al mezzo cinematografico, inteso non tanto come macchina o dispositivo tecnologico quanto come linguaggio. Che proprio in quanto tale è in grado, strumento eminente di manipolazione del dato reale, sia di dire il vero che di mentire, mandando così in frantumi quella pretesa e indubitabile “oggettività” rappresentativa che, invece, è frutto di una semplice convenzione “morale” tra regista-narratore e spettatore.

Di tutto questo, in filigrana e al di là delle apparenze, si occupa con grande efficacia nel 1994 Una pura formalità di Giuseppe Tornatore, facendo rivivere allo spettatore sulla sua pelle quello che il protagonista esperisce nella finzione filmica. Dove l’esplorazione del confine tra ciò che è e ciò che sembra, calata nell’ambito di un’investigazione poliziesca, arriva imprevedibilmente a livelli di notevole fascino speculativo. In questo senso, pur collocandosi su un piano meno “filosofico” di quello di Tornatore, simile è, un quindicennio dopo, l’esito del recente La doppia ora (2009), diretto dal marchigiano Giuseppe Capotondi. Un lavoro che raggiunge come thriller psicologico risultati di una certa efficacia, collocandosi, anch’esso, sulla stessa falsariga del filo rosso accomunante, in maniera diversa, tutte le pellicole della rassegna.

La quale prevede anche (questa la ragione di quel “più uno” nel titolo) la riproposta di una pellicola che apparentemente nulla, ma solo a prima vista, sembra avere in comune con le altre in programma. Si tratta di Una giornata particolare di Ettore Scola, del 1977, che – nel suo essere tra l’altro uno dei più bei film d’ambientazione fascista, oltre che opera fra le più felici e compiute dell’autore – è legato a doppia mandata al nostro tema. Perché la riflessione sul problema “realtà-apparenza” non riguarda soltanto il piano “psicologico-esistenziale” della vita, ma investe anche questioni “politiche”, oggi più che mai attuali, strettamente attinenti alla sfera dei media e della libertà d’informazione. E in tal senso, nel mostrare la “realtà virtuale” creata a suo uso e consumo dalla propaganda, proprio questo al di là delle metafore ci ricorda appunto il film di Scola, a conclusione ideale di questo nostro viaggio, tutto italiano, nelle “realtà apparenti” del cinema.

Roberto Ferretti


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