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In the mood for love – Wong Kar-Wai

dicembre 22, 2010

Domani, giovedì 23, proietteremo “In the mood for love” (2000) di Wong Kar-Wai. Indicato dal British Film Institute Sight & Sound come uno dei 30 film chiave del primo decennio del XXI secolo, “In the Mood for Love” si è aggiudicato moltissimi premi: migliore interpretazione maschile (Tony Leung) al Festival di Cannes 2000 e Coppa Volpi al Festival di Venezia 2000, miglior film internazionale all’European Film Awards 2000, miglior film straniero in lingua straniera al Grand Prix tecnico British Independent Film Awards 2001, Premio César 2001 come miglior film straniero.

La vicenda è incentrata sulla scoperta che i due rispettivi coniugi tradiscono Chow Mo-Wan e Su Li-Zhen (la diva Maggie Cheung) e sul rapporto che sul rapporto che si instaura tra loro, vicini di casa nella Hong Kong del 1962. Un film elegante, poetico, sottolineato dalle intense composizioni musicali di Michael Galasso e Shigeru Umebayashi (da non dimenticare il colore d’epoca dato dall’esecuzione della celebre “Quizàs, quizàs” da parte di Nat King Cole) capaci di accompagnare e rivelare gli stati d’animo, il mood appunto, dei protagonisti in bilico tra il recente passato difficile da accettare e la sensualità che si insinua con insistenza nel presente. Un ruolo di primo piano ha la fotografia, morbida e luminosa, che incrementa la partecipazione emotiva dello spettatore.
Non perdetelo: Piccola Fenice, ore 21.15.

Evento speciale: “Pietro” di Daniele Gaglianone (ospite in sala)

dicembre 6, 2010

Questa settimana eccezionalmente l’appuntamento non sarà di martedì per preparare un evento importante: venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 dicembre (inizio alle 21.15) sarà proiettato Pietro di Daniele Gaglianone, unico film italiano in concorso al Festival di Locarno 2010. Alla proiezione di venerdì 10 saranno presenti il regista Gaglianone, il produttore Gianluca Arcopinto e il distributore Andrea Occhipinti.

Terzo lungometraggio di Daniele Gaglianone (anconetano di nascita, ma vive ormai da anni a Torino), Pietro ha commosso ed emozionato il pubblico internazionale, che gli ha tributato 10 minuti di applausi. Il film è stato realizzato in modo del tutto indipendente, grazie innanzitutto al lavoro di chi vi ha partecipato, dai produttori in senso stretto alla troupe.
Lo sguardo di Gaglianone si concentra sulla vita di un essere umano semplice, fragile, invisibile alla società se non come buffone. Pietro vive in un’anonima periferia. Ha un lavoro, una casa e una famiglia. Guadagna pochi soldi in nero distribuendo volantini in strada. La sua casa è il vecchio appartamento lasciato dai genitori, ormai fatiscente, dove abita con il fratello Francesco che è tutta la sua famiglia. Ma il loro rapporto è difficile. Francesco è un tossicodipendente, legato ormai in modo irreversibile al suo “amico” spacciatore NikiNiki e al suo gruppo di compari. L’unico modo che ha Pietro per mantenere un contatto con il fratello sembra che sia assecondare il ruolo di buffone ritardato affibbiatogli dalla corte degli amici. Le offese subite durante le serate col fratello o nella stessa casa, degradata a lurido porto franco, sono solo l’altra faccia dei soprusi cui Pietro è sottoposto di giorno al lavoro da un capo violento e losco. Eppure tutti continuano sulla loro strada, come ciechi di fronte allo sfacelo che si consuma attorno alle loro vite sprecate.
Qualcosa sembra cambiare quando, sul “posto di lavoro”, Pietro conosce una ragazza, forse più disperata di lui, con la quale, pian piano, sembra instaurarsi un rapporto diverso, dove possono avere spazio la tenerezza e la comprensione. Ma si tratta di un’illusione in una vicenda nera che ha già scritto il suo destino, in una microsocietà educata alla solitudine e alla sopraffazione, dove non c’è spazio per la solidarietà.
Durante una delle solite serate, Pietro presenta l’amica ai ragazzi. Subito la festa prende una brutta piega: sarà la miccia che innescherà la reazione di Pietro.

Racconta il regista Daniele Gaglianone: “Rabbia, tenerezza, fragilità, violenza. Sono le quattro parole che emergono quando penso a Pietro, un film nato da diverse congiunture e suggestioni, alcune molto personali. Era un momento difficile, non stavo facendo nulla; e mi dicevano che dovevo essere meno radicale nelle scelte delle storie da raccontare. Così, per risposta, ho scritto l’abbozzo di Pietro: un film duro che nasce da una situazione dura, da persone che conosco, fragili, invisibili, che questa società non vuole vedere. Ma che possono diventare bombe a orologeria, pronte ad esplodere”.
Gli interpreti, Pietro Casella, Francesco Lattarulo e Fabrizio Nicastro (già in Nemmeno il destino, secondo film di Gaglianone) sono attori professionisti che hanno dato la loro impronta ai personaggi già durante la fase di scrittura. I tre vengono dal teatro surreale e dal cabaret con il gruppo “Senso d’oppio” (presente anche a Zelig nel 2009). La grande dote che portano nel film oltre alla straordinaria credibilità, è la fisicità e la capacità di muoversi con il corpo nello spazio in cui si trovano.

Il Circolo Cinema Linea d’Ombra – FICC ha proposto in anteprima nazionale alla Piccola Fenice di Senigallia (13 e 14 marzo 2009) il documentario Rata nece biti – la guerra non ci sarà con cui Daniele Gaglianone ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival (sezione documentari italiani) e il David di Donatello 2009.

Kurosawa – I sette samurai

maggio 23, 2010

Siamo arrivati al terzo ed ultimo appuntamento con Akira Kurosawa e il suo film forse più famoso: I sette samurai (Shichinin no Samurai, 1954).

Ambientato nel Giappone del XVI secolo, si narra la storia di un povero villaggio di contadini costretto a subire violenze di ogni genere e continui soprusi, che si rivolge ad alcuni samurai senza padrone (ronin) per difendersi. Si legge nel Morandini: “Molti fattori contribuiscono a fare la grandezza del 14° film di A. Kurosawa: la sapienza della costruzione narrativa (1 prologo, 1 epilogo e 4 capitoli: la ricerca dei contadini, il reclutamento dei samurai, l’organizzazione della difesa, la battaglia che dura tre giorni e tre notti); l’ariostesca varietà degli episodi e dei registri narrativi unita alla bellezza figurativa di questo affresco corale; la straordinaria galleria dei sette, ciascuno dei quali rappresenta un diverso aspetto della moralità e del comportamento dei samurai; la ricchezza dialettica nel confronto tra due culture; l’equilibrio tra la toccante elegia dei sentimenti e l’epica turbinosa dell’azione.” Ebbe anche l’onore di un immediato remake (1960) in versione western che passa ancora sugli schermi televisivi: I magnifici sette (regia di J. Sturges, con Yul Brinner, Eli Wallach, Steve McQueen, Charles Bronson, James Coburn, Robert Vaughn). Gli attori principali sono Toshiro Mifune, Takashi Shimura, Yoshio Inaba, Seiji Miyaguchi.
La proiezione della versione originale di 200′ minuti circa, è programmata per martedì 25 (e non 24 come in alcuni volantini stampati per errore) alle 21.15 alla Piccola Fenice.

Kurosawa – Dersu Uzala

maggio 17, 2010

Martedì 18 maggio è in programma il secondo appuntamento con la rassegna dedicata ad Akira Kurosawa: il film proposto per questa occasione è “Dersu Uzala”.

Il film è stato girato nel 1975 ed ha conquistato il premio Oscar come miglior film straniero nel 1976 meritando a Kurosawa anche un David di Donatello nel 1977. Gli interpreti principali sono Maksim Munzuk, Yuri Solomin e Svetlana Danilchenko. La durata è di 129′. Inizio proiezione alla Piccola Fenice: ore 21.15.

Kurosawa – Anatomia di un rapimento

maggio 10, 2010

Dopo una settimana di pausa riprendiamo le proiezioni con la rassegna dedicata al regista giapponese Akira Kurosawa a cento anni dalla nascita (1910-1998).

Con “Anatomia di un rapimento” (Tengoku to jigoku; 1963) Kurosawa si cimentò per la prima volta con un vero e proprio noir: il soggetto è ispirato dal libro “King’s Ransom” (tradotto in italiano come “Due colpi in uno”) di Ed Mc Bain (pseudonimo di Evan Hunter, creatore dei romanzi sull’87° distretto e autore di varie sceneggiature cinematografiche tra le quali “Gli uccelli” di Alfred Hitchcock). Tra gli interpreti principali Toshiro Mifune e Tatsuya Nakadai. La durata è di 103′. L’appuntamento è per martedì 11 maggio alla Piccola Fenice, ore 21,15.

Sei racconti morali – L’amore il pomeriggio

aprile 26, 2010

Siamo arrivati all’ultimo dei “Sei racconti morali” di Eric Rohmer: “L’amour l’après-midi” (L’amore il pomeriggio, 1972).

Il film è interpretato da Bernard Verley, Zouzou, Françoise Verley e Daniel Ceccaldi. La durata è di 97′. L’appuntamento è per martedì 27 aprile alle 21.15 alla Piccola Fenice.

Sei racconti morali – Il ginocchio di Claire

aprile 19, 2010

Proseguono le proiezioni dedicate a Eric Rohmer: martedì 20 aprile è il turno del quinto dei “Sei racconti morali”, cioè “Il ginocchio di Claire” (Le genou de Claire, 1970).

Protagonisti sono Jean-Claude Brialy, Aurora Cornu e Béatrice Romand. La durata è di 105′.
L’appuntamento, come sempre, è alle 21.15 alla Piccola Fenice.

Due o tre cose che so di lei

marzo 22, 2010

Martedì 23 marzo verrà proiettato l’ultimo film di questa seconda rassegna dedicata a Jean-Luc Godard: “Deux ou trois choses que je sais d’elle” (Due o tre cose che so di lei).

Il film è stato girato nel 1966 e ha tra i protagonisti Marina Vlady, Anny Duperey, Roger Montsoret e Jean Narboni. La durata è di 87′. La proiezione avrà inizio alle ore 21.15 presso la sala della Piccola Fenice. Ingresso gratuito per i soci, tessera 5 euro.

Anteprima cinema – Sonetàula

marzo 17, 2010

Per la rassegna “Anteprima Cinema” giovedì 18 marzo è il turno di “Sonetàula” di Salvatore Mereu. Vincitore del premio come Miglior film della Settimana della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia e del David di Donatello come Miglior Opera Prima, ha partecipato anche al Festival di Berlino nella sezione Panorama.

Film drammatico prodotto in Italia nel 2008 e ispirato all’omonimo romanzo di Giuseppe Fiori, “Sonetàula” è ambientato nella Sardegna tra il 1937 e il 1950. Il protagonista è un giovane pastore che, dopo che il padre è stato ingiustamente mandato al confino, cresce tra i monti con il nonno e lo zio. Tanto magro che il suo corpo emette il rumore del legno, “sonetaula” appunto, finirà per diventare un bandito, nascosto sulla montagna, costretto a rinunciare a tutto, compreso l’amore per Maddalena. Poi la vendetta, la tragedia inevitabile. La sceneggiatura è dello stesso regista Salvatore Mereu (già autore di “Ballo a tre passi”). Due ore di pellicola che a detta di molta critica e del pubblico, scorrono più rapidamente di molte altre limitate ai 90 minuti consueti. Nel cast figurano Francesco Falchetto, Manuela Martelli, Antonio Crisponi, Giselda Volodi, Lazar Ristovski (attore in “Underground”), Serafino Spiggia, Giuseppe Cuccu (già in “Banditi a Orgosolo”). La fotografia è di Ivan Casalgrandi, Massimo Foletti, Vittorio Omodeo Zorini, Vladan Radovic. Il montaggio di Paola Freddi, la scenografia di Marianna Sciveres, i costumi di Loredana Buscemi. La colonna sonora del film è firmata da Enzo Favata e il Coro di Castelsardo. Gli spettacoli della Stagione cinematografica 2009-2010 del Comune di Senigallia sono realizzati con la collaborazione e la cura del circolo cinematografico Linea d’ombra FICC. La tessera 2010 per l’ingresso a tutte le proiezioni è di 5 euro.

Masculin féminin (Il maschio e la femmina)

marzo 15, 2010

Martedì 16 marzo alla Piccola Fenice, ore 21.15, sarà proiettato il secondo film della rassegna dedicata a Jean-Luc Godard: “Masculin féminin” (Il maschio e la femmina).

Girato nel 1966, trae spunto da due racconti di Maupassant, La femme de Paul e Le signe. Jean-Pierre Léaud con questa interpretazione ha vinto il premio per il miglior attore al festival di Berlino dello stesso anno. Recitano accanto a lui Chantal Goya, Marlène Jobert, Michel Debord e Brigitte Bardot. La durata è di 104 minuti.


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