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Sei racconti morali – L’amore il pomeriggio

aprile 26, 2010

Siamo arrivati all’ultimo dei “Sei racconti morali” di Eric Rohmer: “L’amour l’après-midi” (L’amore il pomeriggio, 1972).

Il film è interpretato da Bernard Verley, Zouzou, Françoise Verley e Daniel Ceccaldi. La durata è di 97′. L’appuntamento è per martedì 27 aprile alle 21.15 alla Piccola Fenice.

Sei racconti morali – Il ginocchio di Claire

aprile 19, 2010

Proseguono le proiezioni dedicate a Eric Rohmer: martedì 20 aprile è il turno del quinto dei “Sei racconti morali”, cioè “Il ginocchio di Claire” (Le genou de Claire, 1970).

Protagonisti sono Jean-Claude Brialy, Aurora Cornu e Béatrice Romand. La durata è di 105′.
L’appuntamento, come sempre, è alle 21.15 alla Piccola Fenice.

Sei racconti morali – La mia notte con Maud

aprile 12, 2010

Martedì 13, alle 21.15 alla Piccola Fenice ci sarà il terzo appuntamento con i “Sei racconti morali” di Eric Rohmer:  sarà proiettato “Ma nuit chez Maud (La mia notte con Maud)”.

Il film è stato girato nel 1969 in bianco e nero. I protagonisti sono Jean-Louis Trintignant, Françoise Fabian e Marie-Christine Barrault. La durata è di 110′.

Sei racconti morali – La collezionista

aprile 3, 2010

Secondo appuntamento per la rassegna dedicata al grande cineasta Eric Rohmer: martedì 6 aprile, il film in proiezione del ciclo dei “Sei racconti morali” è “La collezionista” (La collectionneuse, 1967).

Si tratta del quarto capitolo (come indicato dai titoli di testa, ma terzo in ordine cronologico) del ciclo dei “Sei racconti morali”, una serie di opere del regista francese composta da un cortometraggio (La fornaia di Monceau) e un mediometraggio (La carriera di Suzanne) proiettati lo scorso martedì, e dai quattro lungometraggi previsti per le prossime settimane. È anche il primo lungometraggio di Rohmer distribuito in Italia. Vinse il premio speciale della giuria (Orso d’argento) al festival di Berlino nel 1967. Gli attori protagonisti sono Patrick Bauchau e Haydée Politoff. La durata è di 83′. Inizio proiezione alle 21.15.

Omaggio a Eric Rohmer – Sei racconti morali

marzo 29, 2010

La Stagione cinematografica alla Piccola Fenice di Senigallia prosegue nel solco della Nouvelle Vague con una rassegna monografica dedicata al regista francese Eric Rohmer, morto pochi mesi fa (l’11 gennaio 2010). E’ prevista la proiezione dei “Sei racconti morali”.

Si comincia il 30 marzo con una doppia proiezione:La fornaia di Monceau (1962, durata 23′), prodotto e interpretato da Barbet Schroeder, e La carriera di Suzanne(1963, durata 52′). Nei quattro martedì a venire saranno proposti al pubblico “La collezionista” (1967) il 6 aprile, il 13 aprile “La mia notte con Maud” (1969) con Jean-Louis Trintignant e Françoise Fabian, il 20 aprile “Il ginocchio di Claire” (1970) e infine il 27 aprile “L’amore il pomeriggio” (1972).

Secondo la critica, questi Sei racconti morali rivelano senza ombra di dubbio la distanza tra Rohmer e i suoi colleghi della Nouvelle Vague. Il vero nome del cineasta di Nancy, poi trasferitosi a Parigi, è Jean-Marie Maurice Scherer. Eric Rohmer ha lavorato come reporter per un quotidiano, è stato professore di letteratura e ha pubblicato il romanzo ’Elizabeth’ con lo pseudonimo di Gilbert Cordier. Collaboratore di alcune riviste specializzate (già col nome di Eric Rohmer), entra in contatto con François Truffaut, Jean-Luc Godard, Claude Chabrol e Jacques Rivette frequentando la Cinémathèque Française di Henri Langlois. Nel 1950, realizza il suo primo cortometraggio in 16mm, Journal d’un scélérat, e l’anno successivo entra nello staff dei Cahiers du Cinéma. Nel 1956, sostituisce André Bazin alla direzione dell’autorevole rivista di cinema dove resta per 7 anni. Autore con Chabrol di un celebre saggio sul cinema di Hitchcock, Rohmer continua a realizzare cortometraggi e nel 1959 dirige Il segno del leone, scritto con Paul Gégauff. Vengono poi i Sei racconti morali che saranno in proiezione alla Piccola Fenice di Senigallia. Rohmer ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera durante la 58ª Mostra del Cinema di Venezia.

Le due rassegne di giugno

giugno 7, 2009

In occasione del 50esimo anniversario della nascita della Nouvelle Vague, la prima rassegna sarà un omaggio al regista che ha incarnato in assoluto lo spirito rivoluzionario e anticonformista del cinema francese: Jean-Luc Godard.

La rassegna si aprirà giovedì 11 giugno alla Piccola Fenice con il film Fino all’ultimo respiro, proseguirà il 18 giugno con Questa è la mia vita, e terminerà giovedì 25 con Il disprezzo.

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FINO ALL’ULTIMO RESPIRO

Michel Poiccard (Jean-Paul Belmondo), un giovane ladro di automobili, è in viaggio verso Parigi per andare a riscuotere una grossa somma di denaro e ritrovare Patricia (Jean Seberg), una ragazza americana conosciuta poche settimane prima, della quale si è innamorato. Ad un certo punto si imbatte in una volante della polizia che gli intima di fermarsi per aver effettuato un sorpasso dove era vietato. Nella precipitosa fuga che segue il giovane uccide uno dei due poliziotti che lo tallonavano…

Fino all’ultimo respiro è il primo lungometraggio di Jean-Luc Godard, viene considerato uno dei suoi capolavori e manifesto della Nouvelle Vague. Il soggetto gli venne ceduto da François Truffaut nel 1959, anno in cui quest’ultimo presentò a Cannes I 400 colpi.

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La seconda rassegna, quella dei fine settimana, sarà di carattere horror: si comincia venerdì 12 giugno, sabato 13 e domenica 14 con Antichrist di Von Trier, il film più discusso del festival di Cannes appena concluso (v. m. 18), si prosegue sabato 20 e domenica 21 con L’Esorcista in versione integrale e, per concludere, venerdì 26 e sabato 27 due serate con doppia proiezione, La maschera del demonio di Mario Bava (87′) e il cortometraggio “noir” di Fellini Toby Dammit (32′).

ANTICHRIST di Lars Von Trier.

Il film racconta la storia di una coppia che improvvisamente perde il loro unico figlio. Lui è uno psichiatra, interpretato da Willem Dafoe, che decide – contro ogni logica – di curare personalmente la moglie (Charlotte Gainsbourg) in preda a forti attacchi d’ansia. Lui la porterà nel posto che lei teme di più per superare il dolore della morte accidentale del loro figlio. Quel posto è la Foresta di Eden, dove la coppia possiede un piccolo rifugio nel quale lei una volta scrisse la sua tesi incentrata sulla persecuzione delle streghe nel medioevo. Mentre cercano di capire perché una tragedia simile abbia colpito proprio loro, la coppia si apre alla possibilità che la risposta è nel fatto che la natura del mondo sia in realtà malefica.

Antichrist è stato presentato in Concorso al Festival di Cannes 2009.


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