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maggio 12, 2012
La rassegna dedicata al grottesco nel cinema italiano prosegue martedì 15 maggio con il film “Come inguaiammo il cinema italiano” (100′) ancora del geniale duo Ciprì e Maresco. Questa volta i due registi siciliani rendono omaggio a un altro importante duo della storia del cinema italico protagonista di tante commedie tra gli anni Sessanta e gli Ottanta, Franco e Ciccio.

Il film “Come inguaiammo il cinema italiano” è uscito nel 2004 ed è stato presentato fuori concorso alla 61esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Ripercorre la carriera dei due comici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia dagli esordi alla morte. I registi Ciprì e Maresco hanno fatto ricorso a materiale di repertorio, interviste a familiare e amici e altre testimonianze originali raccolte ad hoc. La pellicola scorre tra la fiction e il documentario, tra repertorio e immagini in bianco e nero di commento, nello stile grottesco tipico di Ciprì e Maresco. Il cast vede Ciccio e Franco ritratti dunque in filmati di repertorio e a seguire presenta una danza di personaggi noti nei panni di se stessi, tra cui Tatti Sanguineti, Mario Merola, Lino Banfi, Pippo Baudo, Lando Buzzanca e Nino D’Angelo.
Piccola Fenice ore 21,15.
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aprile 11, 2011
Continua la rassegna in omaggio ad Akira Kurosawa: martedì 12 aprile sarà proiettato “Il trono di sangue”, presentato alla Mostra di Venezia nel 1957. Ambientato nel Giappone medioevale del XVI secolo ritratto in bianco e nero, “Il trono di sangue” è un adattamento dell’opera shakespeariana “Macbeth”.

Due guerrieri di ritorno da una battaglia incontrano uno spirito che profetizza loro l’ascesa al potere prima e in un secondo momento anche l’invincibilità fino a che gli alberi della foresta non marceranno verso il castello. Assetato di potere, il nobile Washizu (uno splendido Toshiro Mifune), consigliato dalla moglie Asaji, uccide il Signore prendendone il posto e usurpando dunque il trono.
Durante i funerali però, i guerrieri scoprono il delitto e il nuovo sovrano, lacerato tra sensi di colpa e ambizione, ancora una volta istigato dalla moglie, combatte tutti quelli che lo ostacolano. Mentre durante un banchetto, l’ombra dell’assassinato re gli compare davanti facendo emergere in lui la follia e il terrore più per il regno dei morti che dei vivi, i suoi sudditi trovano la forza di reagire e ribellarsi. Un esercito marcia verso il castello per esautorare il traditore. Un esercito che agli occhi di Washizu appare come una foresta. I guerrieri infatti avanzano proteggendosi con rami di albero. In questo film, il regista Akira Kurosawa ricorse alla tecnica espressiva del teatro Nō fortemente basata sul silenzio. I dialoghi e i monologhi tipici dell’opera shakespeariana vengono dunque sostituiti con immagini e invenzioni visive.
Inizio ore 21.15.
Etichette: Akira Kurosawa, Il trono di sangue, Macbeth, Mostra del cinema di Venezia, Shakespeare, teatro no, Toshiro Mifune
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aprile 2, 2011
L”anno scorso festeggiammo i cento anni dalla nascita di Akira Kurosawa, uno dei più grandi registi del Novecento. L’omaggio a uno degli ultimi discendenti di una nobile famiglia di samurai continua a partire dal 5 aprile con “Rashomon”. Regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, i suoi film sono considerati dei cult in tutto il mondo. Inizia come assistente sceneggiatore nel 1936 e finisce la sua storia cinematografica come autore solo nel 1998, anno della sua morte dopo una carriera lunghissima.
“Rashomon” esce nel 1950. Non particolarmente acclamato in patria, fu il film che diede a Kurosawa la notorietà internazionale: prima in Italia, vincendo il Leone d’Oro alla 16ª Mostra di Venezia come miglior film, poi nel resto del mondo. Tra i premi internazionali poco dopo, con questo film Kurosawa raccolse infatti anche l’Oscar al miglior film straniero (ad honorem). Il film contribuì inoltre alla notorietà del talento attoriale di Toshiro Mifune. La sceneggiatura è ricavata da due racconti di Ryunosuke Akutagawa (Rashomon e Nel bosco).
In una giornata di pioggia, alcuni personaggi si fermano a parlare sotto “la porta Rasho” (=Rashomon), una delle due principali porte di accesso alla città di Kyoto, capitale per un millennio dell’impero nipponico. Raccontano quanto accaduto poco tempo prima, cioè lo stupro della moglie di un samurai e l’uccisione del samurai stesso per mano di un brigante, mentre la coppia attraversava il bosco per recarsi al tempio. Diversi sono i testimoni e diverse le versioni, narrate attraverso flash-back, della storia in questione e nessuna combacia esattamente con l’altra. Sono tutte discordanti ma soprattutto false. Testimonianze e racconti resi per salvaguardare se stessi, più che per raggiungere la verità e la giustizia. Nei panni del bandito Tajōmaru c’è Toshirō Mifune, la moglie del samurai è interpretata da Machiko Kyō, la vittima samurai è Masayuki Mori e il boscaiolo senza nome Takashi Shimura. Al processo parlerà anche il monaco (Minoru Chiaki) che aveva incrociato la coppia prima dell’accaduto. Hollywood ne propose un remake in chiave western nel 1964, L’oltraggio, per la regia di Martin Ritt (con Paul Newman).
La confusione sulla verità e la tendenza dell’essere umano alla menzogna che Akira Kurosawa mostra in questo film, nasce anche dalla riflessione attenta sul cinema, strumento anch’esso di possibile menzogna attraverso l’immagine e le prospettive del racconto. Le versioni sull’accaduto nel bosco non sono infatti mostrate come tali, ovvero testimonianze personali e soggettive, ma risultano oggettivate e apparentemente inconfutabili.
Inizio ore 21.15.
Etichette: Akira Kurosawa, L'oltraggio, Leone d'Oro, Machiko Kyo, Martin Ritt, Masayuki Mori, Minoru Chiaki, Mostra del cinema di Venezia, Paul Newman, Rashomon, Ryunosuke Akutagawa, Takashi Shimura, Toshiro Mifune
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febbraio 19, 2011
Martedì 22 febbraio concludiamo la rassegna “Anteprima cinema” con il film “Per questi stretti morire (ovvero cartografia di una passione)”, realizzato da Giuseppe Gaudino e Isabella Sandri (regia, sceneggiatura, montaggio, scene, produzione). I due cineasti saranno entrambi presenti a Senigallia per incontrare il pubblico prima e dopo la proiezione. Il film è stato presentato nella sezione Orizzonti alla Biennale di Venezia 2010.

Un documentario poetico in cui Giuseppe Gaudino e Isabella Sandri hanno ritratto l’ostinazione, l’eccesso, i patimenti nella vita e nelle opere dell’esploratore cineasta e fotografo padre Alberto Maria De Agostini (1883-1960), arbitrariamente reinventate.
Partito a 26 anni da un paesino del Piemonte, fratello del fondatore del noto Istituto Geografico De Agostini, Alberto Maria De Agostini, padre missionario, raggiunse nel 1910 territori inesplorati come la Patagonia e la Terra del Fuoco. I due registi hanno lavorato su lettere e immagini recuperate nell’arco di circa 3 anni, realizzando inoltre alcune riprese nei luoghi visitati da padre Alberto. Queste immagini affiancano quelle originali tratte dal bellissimo film dello stesso padre De Agostini, Terre Magellaniche. Scalò montagne, scoprì fiordi ed esplorò ghiacciai dando loro i nomi. Di fronte allo struggimento e al dolore della scomparsa degli ultimi indios, non seppe usare altre parole che quelle impressionate sulle sue lastre fotografiche o sui fotogrammi del bellissimo film. Tutto questo finisce in un immaginario e caotico magazzino della memoria, in mezzo a tristi residui accatastati della “civiltà dei bianchi”, dove due ragazzi frugano alla ricerca di tracce dell’artista.
Inizio alle 21.15.
Etichette: Alberto Maria De Agostini, Anteprima cinema, Giuseppe Gaudino, Isabella Sandri, Mostra del cinema di Venezia, Orizzonti, Per questi stretti morire
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febbraio 14, 2011
Martedì 15 febbraio è in programma la proiezione del film “Il loro Natale” di Gaetano Di Vaio (90′). Il film è stato presentato alla sezione “Controcampo italiano” alla 67ima edizione della Mostra del cinema di Venezia nel 2010.

E’ un percorso nella quotidianità delle donne, mogli, madri, figlie, di detenuti nelle carceri di Napoli, in un momento dell’anno simbolico come il Natale. Le giornate di Maddalena, Mariarca, Titina, Stefania sono scandite dall’assenza fortemente presente dei loro uomini, oltre che dalla cura per la casa e per i figli. La preparazione per i colloqui settimanali, le visite all’avvocato per avere notizie sulla scarcerazione, i bambini a scuola, i pacchi di Natale, con l’ombra sempre addosso della camorra e l’assenza dello Stato.
Il regista Gaetano Di Vaio è fondatore della casa di produzione Figli del Bronx e nel 2009 ha scritto il docu-fiction “Napoli Napoli Napoli”, firmato da Abel Ferrara.
Ingresso ore 21.15.
Etichette: Controcampo italiano, Gaetano Di Vaio, Il loro Natale, Mostra del cinema di Venezia
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febbraio 5, 2011
Martedì 8 febbraio ci sarà il secondo appuntamento con “Anteprima Cinema” che prevede la proiezione del film “Cielo senza terra” di Giovanni Davide Maderna e Sara Pozzoli e l’incontro con il regista Giovanni Maderna. La serata sarà introdotta dal critico Roberto Ferretti, che oltre a presentare il film e il regista, condurrà il dialogo successivo alla visione.

Presentato alle Giornate degli autori al Festival di Venezia 2010, in questo lungometraggio la telecamera segue la camminata in montagna di un giovane padre e di suo figlio di 8 anni. Passo dopo passo, tra il saliscendi delle pianure e dei sentieri, il loro cammino diventa anche dialogo aperto e intimo sul mondo, la vita, la famiglia, l’amore, l’infanzia, l’età adulta, la dimensione cittadina che il padre ha lasciato, la natura. Tra domande, incontri e scoperte padre e figlio si mettono in relazione ad altre vicende che sembrano affiorare dal passato o dalla realtà quotidiana della città: un gruppo di operai ha occupato una fabbrica, un produttore musicale negli anni Settanta racconta le sue (dis)avventure.
Un viaggio nel tempo e nello spazio, dove molteplici dimensioni coesistono, una accanto all’altra, infinite, tra ricordi, allusioni in cui le storie individuali si intrecciano alla storia collettiva.
Nel cast figurano Eugenio Maderna, Giovanni Maderna, la voce di Gianni Grandis dalla trasmissione radiofonica “Il popolo del blues”, operai e sostenitori della Innse di Milano. Il film è stato prodotto da Quarto Film, in collaborazione con Vivo Film, Rai Tre (Fuori Orario) e girato nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale e in via Rubattino alla Innse di Milano. Le musiche che accompagnano i passi sono quelle del progressive rock italiano: Brainticket, Perigeo, N.A.D.M.A. e l’album “Mu” di Riccardo Cocciante. Il film “Cielo senza terra” ha vinto il secondo premio al Festival Filmmaker Doc 15. Inizio alle 21.15.
Etichette: Anteprima cinema, Brainticket, Cielo senza terra, Eugenio Maderna, Festival Filmmaker Doc 15, Fuori Orario, Gianni Grandis, Giornate degli autori, Giovanni Maderna, Il popolo del blues, Innse, Mostra del cinema di Venezia, Mu, N.A.D.M.A., Parco Regionale della grigna Settentrionale, Perigeo, Quarto Film, Riccardo Cocciante, Roberto Ferretti, Sara Pozzoli, Vivo Film
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dicembre 22, 2010
Domani, giovedì 23, proietteremo “In the mood for love” (2000) di Wong Kar-Wai. Indicato dal British Film Institute Sight & Sound come uno dei 30 film chiave del primo decennio del XXI secolo, “In the Mood for Love” si è aggiudicato moltissimi premi: migliore interpretazione maschile (Tony Leung) al Festival di Cannes 2000 e Coppa Volpi al Festival di Venezia 2000, miglior film internazionale all’European Film Awards 2000, miglior film straniero in lingua straniera al Grand Prix tecnico British Independent Film Awards 2001, Premio César 2001 come miglior film straniero.

La vicenda è incentrata sulla scoperta che i due rispettivi coniugi tradiscono Chow Mo-Wan e Su Li-Zhen (la diva Maggie Cheung) e sul rapporto che sul rapporto che si instaura tra loro, vicini di casa nella Hong Kong del 1962. Un film elegante, poetico, sottolineato dalle intense composizioni musicali di Michael Galasso e Shigeru Umebayashi (da non dimenticare il colore d’epoca dato dall’esecuzione della celebre “Quizàs, quizàs” da parte di Nat King Cole) capaci di accompagnare e rivelare gli stati d’animo, il mood appunto, dei protagonisti in bilico tra il recente passato difficile da accettare e la sensualità che si insinua con insistenza nel presente. Un ruolo di primo piano ha la fotografia, morbida e luminosa, che incrementa la partecipazione emotiva dello spettatore.
Non perdetelo: Piccola Fenice, ore 21.15.
Etichette: British Film Institute Sight & Sound, British Independent Film Awards, Coppa Volpi, European Film Awards, Festival di Cannes, film, Grand Prix, Hong Kong, In the mood for love, Maggie Cheung, Michael Galasso, Mostra del cinema di Venezia, Nat King Cole, Premio César, Proiezione, Quizàs quizàs, Rassegne, Shigeru Umebayashi, Tony Leung, Wong Kar-Wai
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novembre 20, 2010
Il prossimo martedì 23 novembre ci sarà il quarto appuntamento con la rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza”: il film in proiezione alle 21.15 è “La doppia ora” (2009), diretto dal corinaldese Giuseppe Capotondi. L’inizio è, come al solito, alle 21.15.

Presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il soggetto del film aveva già ricevuto una menzione speciale al Premio Solinas nel 2007. La storia è quella di Sonia (Kseniya Rappoport che per la sua interpretazione ha vinto la Coppa Volpi) e Guido (Filippo Timi), cameriera in un albergo lei e ex poliziotto lui. Dopo essersi incontrati a uno speed date, i due protagonisti vengono coinvolti in una rapina nella quale uno dei due rimane ferito. È l’inizio dello svelamento di un lavoro costruito sapientemente come thriller psicologico, che raggiunge risultati di una certa efficacia, collocandosi sulla falsariga che accomuna tutte le pellicole della rassegna, anche se in maniera diversa. Come nel film precedente della rassegna, “Una pura formalità”, ma senza le stesse implicazioni filosofiche, il film del marchigiano Capotondi esplora infatti il confine tra ciò che è e ciò che sembra, portando lo spettatore a scoprire gradualmente la prospettiva adottata, a domandarsi insieme ai personaggi quali vicende raccontate siano reali e quali frutto di invenzione.Quanto della vita di Sonia è vero? Cosa è successo a Guido?
Nel cast c’è anche Antonia Truppo. Il film ha inoltre ricevuto due nomination ai Premi Ioma 2010 come miglior film italiano e miglior attrice protagonista (Kseniya Rappoport).
La rassegna “L’incredibile realtà dell’apparenza” è curata dal critico senigalliese Roberto Ferretti.
Etichette: Antonia Truppo, Coppa Volpi, Filippo Timi, Giuseppe Capotondi, Kseniya Rappoport, L'incredibile realtà dell'apparenza 4 passi a tema (+1) nel cinema italiano, La doppia ora, Mostra del cinema di Venezia, Premi Ioma, Premio Solinas, Roberto Ferretti
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marzo 29, 2010
La Stagione cinematografica alla Piccola Fenice di Senigallia prosegue nel solco della Nouvelle Vague con una rassegna monografica dedicata al regista francese Eric Rohmer, morto pochi mesi fa (l’11 gennaio 2010). E’ prevista la proiezione dei “Sei racconti morali”.

Si comincia il 30 marzo con una doppia proiezione: “La fornaia di Monceau” (1962, durata 23′), prodotto e interpretato da Barbet Schroeder, e “La carriera di Suzanne” (1963, durata 52′). Nei quattro martedì a venire saranno proposti al pubblico “La collezionista” (1967) il 6 aprile, il 13 aprile “La mia notte con Maud” (1969) con Jean-Louis Trintignant e Françoise Fabian, il 20 aprile “Il ginocchio di Claire” (1970) e infine il 27 aprile “L’amore il pomeriggio” (1972).
Secondo la critica, questi Sei racconti morali rivelano senza ombra di dubbio la distanza tra Rohmer e i suoi colleghi della Nouvelle Vague. Il vero nome del cineasta di Nancy, poi trasferitosi a Parigi, è Jean-Marie Maurice Scherer. Eric Rohmer ha lavorato come reporter per un quotidiano, è stato professore di letteratura e ha pubblicato il romanzo ’Elizabeth’ con lo pseudonimo di Gilbert Cordier. Collaboratore di alcune riviste specializzate (già col nome di Eric Rohmer), entra in contatto con François Truffaut, Jean-Luc Godard, Claude Chabrol e Jacques Rivette frequentando la Cinémathèque Française di Henri Langlois. Nel 1950, realizza il suo primo cortometraggio in 16mm, Journal d’un scélérat, e l’anno successivo entra nello staff dei Cahiers du Cinéma. Nel 1956, sostituisce André Bazin alla direzione dell’autorevole rivista di cinema dove resta per 7 anni. Autore con Chabrol di un celebre saggio sul cinema di Hitchcock, Rohmer continua a realizzare cortometraggi e nel 1959 dirige Il segno del leone, scritto con Paul Gégauff. Vengono poi i Sei racconti morali che saranno in proiezione alla Piccola Fenice di Senigallia. Rohmer ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera durante la 58ª Mostra del Cinema di Venezia.
Etichette: André Bazin, Barbet Schroeder, Cahiers du Cinéma, Claude Chabrol, Elizabeth, Eric Rohmer, Françoise Fabian, Gilbert Cordier, Henri Langlois, Il ginocchio di Claire, Il segno del leone, Jean-Luis Trintignant, Jean-Marie Maurice Scherer, Journal d'un scélérat, L'amore il pomeriggio, La carriera di Suzanne, La collezionista, La fornaia di Monceau, La mia notte con Maud, Leone d'Oro, Mostra del cinema di Venezia, Nouvelle Vague, Paul Gégauff, Sei racconti morali
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marzo 17, 2010
Per la rassegna “Anteprima Cinema” giovedì 18 marzo è il turno di “Sonetàula” di Salvatore Mereu. Vincitore del premio come Miglior film della Settimana della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia e del David di Donatello come Miglior Opera Prima, ha partecipato anche al Festival di Berlino nella sezione Panorama.

Film drammatico prodotto in Italia nel 2008 e ispirato all’omonimo romanzo di Giuseppe Fiori, “Sonetàula” è ambientato nella Sardegna tra il 1937 e il 1950. Il protagonista è un giovane pastore che, dopo che il padre è stato ingiustamente mandato al confino, cresce tra i monti con il nonno e lo zio. Tanto magro che il suo corpo emette il rumore del legno, “sonetaula” appunto, finirà per diventare un bandito, nascosto sulla montagna, costretto a rinunciare a tutto, compreso l’amore per Maddalena. Poi la vendetta, la tragedia inevitabile. La sceneggiatura è dello stesso regista Salvatore Mereu (già autore di “Ballo a tre passi”). Due ore di pellicola che a detta di molta critica e del pubblico, scorrono più rapidamente di molte altre limitate ai 90 minuti consueti. Nel cast figurano Francesco Falchetto, Manuela Martelli, Antonio Crisponi, Giselda Volodi, Lazar Ristovski (attore in “Underground”), Serafino Spiggia, Giuseppe Cuccu (già in “Banditi a Orgosolo”). La fotografia è di Ivan Casalgrandi, Massimo Foletti, Vittorio Omodeo Zorini, Vladan Radovic. Il montaggio di Paola Freddi, la scenografia di Marianna Sciveres, i costumi di Loredana Buscemi. La colonna sonora del film è firmata da Enzo Favata e il Coro di Castelsardo. Gli spettacoli della Stagione cinematografica 2009-2010 del Comune di Senigallia sono realizzati con la collaborazione e la cura del circolo cinematografico Linea d’ombra FICC. La tessera 2010 per l’ingresso a tutte le proiezioni è di 5 euro.
Etichette: Anteprima cinema, Antonio Crisponi, Coro di Castelsardo, David di Donatello, Enzo Favata, Festival di Berlino, Francesco Falchetto, Giselda Volodi, Giuseppe Cuccu, Giuseppe Fiori, Lazar Ristovski, Manuela Martelli, Mostra del cinema di Venezia, Proiezione, Rassegne, Salvatore Mereu, Serafino Spiggia, Sonetàula
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