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Martedì 27 dicembre – Todo modo (di E. Petri)

dicembre 24, 2011

Dopo i due giorni di festa (buon Natale a tutti!), martedì 27 dicembre ci attende l’ultimo appuntamento con la rassegna dedicata a Gian Maria Volontè: lo vedremo protagonista del film “Todo modo” (1976, 120′), che il regista Elio Petri realizzò a partire dall’omonimo libro pubblicato due anni prima da Leonardo Sciascia.


Il film prosegue nella direzione dell’impegno civile che caratterizzò molte opere degli anni di piombo e descrive in toni cupi e contemporaneamente farseschi la classe dirigente italiana, ritrovando nel grottesco l’unica misura possibile per descrivere i tempi del compromesso storico. Il film infatti non fu ben accolto nel dibattito politico pubblico, criticato dagli esponenti democristiani e snobbato dai comunisti (“in pubblico i comunisti lo criticavano ma in privato mi confidavano che gli piaceva” dichiarò Elio Petri), in seguito oscurato dalla terribile vicenda del rapimento ed uccisione di Aldo Moro.
Mentre nel paese infuria un’epidemia, i capi politici, i grandi industriali e i banchieri si ritrovano in una sorta di eremo per i consueti esercizi spirituali annuali. Ma la pratica spirituale si rivela poca cosa: i litigi continui, gli scontri tra le correnti del partito riescono alfine in lotte per il potere ed eliminazioni fisiche e l’eremo si rivela una prigione. La figura del protagonista fu interpretata con fin troppa capacità mimetica da Gian Maria Volontè: “I primi due giorni di lavorazione di Todo modo furono cestinati da me,” dice Elio Petri, “d’accordo col produttore e con lo stesso Volontè, perché la somiglianza di Gian Maria con Aldo Moro era nauseante, imbarazzante, prendeva alla bocca dello stomaco.”
Insieme a Volontè sulla scena anche Marcello Mastroianni, Mariangela Melato, Michel Piccoli e Ciccio Ingrassia (vincitore del Nastro d’Argento nel 1976 come attore non protagonista). Il montaggio è di Ruggero Mastroianni, le scenografie di Dante Ferretti e le musiche, ispirate alle opere di Olivier Messiaen, di Ennio Morricone.
Piccola Fenice, ore 21,15.

Dal 25 al 28 giugno

giugno 24, 2009

Ancora un lungo week-end di cinema alla Piccola Fenice dal 25 al 28 giugno: Giovedì 25, “Il disprezzo” di Jean-Luc Godard; venerdì 26 e sabato 27, l’esordio horror di Mario Bava “La maschera del demonio” (1960) e a seguire il corto “Toby Dammit” di Federico Fellini. Domenica 28 giugno, in anteprima “Cadillac Records”, film sulla famosa casa discografica anni Cinquanta per il ciclo Winter Jamboree. Inizio alle 21.15.

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Per la rassegna su Jean Luc Godard, il film proposto giovedì 25 giugno è “Il disprezzo” in versione originale, con Michel Piccoli, Brigitte Bardot e Fritz Lang. Lo scrittore di teatro Paul e sua moglie Camille vivono a Roma. Paul ha ricevuto la proposta di riscrivere, modernizzandola, la sceneggiatura di un film sull’Odissea prodotto dall’americano Prokosch e diretto da Fritz Lang (interprete di se stesso). Il giorno che deve decidere se accettare l’incarico, Paul viene raggiunto da sua moglie Camille presso gli studi di Cinecittà: l’americano è fulminato dalla bellezza della donna e con la motivazione di parlare di lavoro con maggior comodità, li invita entrambi nella sua villa in campagna. Paul lascia che Camille vada con l’Alfa Romeo spider di Prokosch. Il film è una coproduzione franco-italiana, ma l’edizione italiana subì diverse modifiche rispetto all’originale, una volta arrivata nelle mani di Carlo Ponti. I nomi dei due personaggi principali furono modificati in Paolo ed Emilia e oltre a censurare e rimontare intere sequenze (perdendo così il senso logico iniziale), fu effettuato un nuovo doppiaggio e venne sostituita la colonna sonora. Tant’è vero che Godard, una volta vista la riedizione italiana, rinnegò la paternità del film in quella veste che stravolgeva il senso iniziale. La versione originale permette invece di apprezzare le diverse raffinatezze stilistiche, come i titoli di testa letti anziché scritti, il plurilinguismo che ci permette di capire che i personaggi parlano lingue diverse e lo sguardo della cinepresa che guarda direttamente lo spettatore.

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Venerdì 26 e sabato 27 giugno, la Piccola Fenice propone l’esordio alla regia di Mario Bava, grande direttore della fotografia e geniale mago di trucchi: “La maschera del demonio” (1960). Il film diede inizio all’horror gotico. Vagamente ispirato al racconto “Il vij” di Nikolaj Gogol’ e ambientato nel 1830, il film ritrae il dottor Chomas e il suo assistente Gorobec costretti ad attraversare un orrido bosco per arrivare a Mosca in occasione di un congresso scientifico. In una cappella diroccata, Chomas scopre un sarcofago con il corpo mummificato di una strega giustiziata un secolo prima. Incidentalmente infrange il cristallo del sarcofago: alcune gocce del suo sangue cadono sul corpo racchiuso e la strega rivive. Il resto è brivido.
A seguire “Toby Dammit”, cortometraggio di 31 minuti tratto dal racconto di E.A.Poe Non scommettere la testa col diavolo, ma debitore a Fellini. Vi si ritrovano i gaudenti di La dolce vita e le maschere di Giulietta, la passerella di Otto e mezzo e le deformazioni scenografiche che già preludevano alle Tentazioni del dottor Antonio. La trama: Toby Dammit è un giovane attore inglese che fa molto uso di alcol. Arriva a Roma accolto dalla solita gazzarra di giornalisti e fotografi mobilitati per l’avvenimento. Sarà il protagonista del primo “western cattolico” e attorno a lui si affollano uomini della produzione ed ecclesiastici. La pubblicità ha le sue leggi e gli incontri turistico- mondani, le sfilate di moda, le cerimonie di premiazione, si moltiplicano. Toby Dammit, nel suo stato di semi-drogato, non nasconde la propria apatia, vagamente funerea. Si ravviva soltanto quando una bambina con le sembianze di uno spettro gli getta la palla perché la respinga, giocando con lei. Ma non è che un momento. Il fastidio di tutto, la noia, lo riprendono. In un’intervista TV dichiara di credere soltanto nel diavolo.

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Domenica 28 giugno, per il ciclo in jamboree, il film è una anteprima. Uscito in Italia a fine maggio, arriva alla Piccola Fenice “Cadillac Records” (USA 2008) di Darnell Martin. Nel cast Jeffrey Wright, Adrien Brody, Beyoncé Knowles, Emmanuelle Chriqui, Mos Def, Eric Bogosian, Marc Bonan, Cedric the Entertainer, Natasha Ononogbo, Columbus Short. Prodotto in USA e distribuito in Italia da Sony Pictures Releasing Italia, il film racconta l’ascesa e il declino della casa discografica Chess Records nella Chicago degli anni ’50. Gli anni in cui brillarono le grandi leggende dell’r&b, tra cui Muddy Waters, Leonard Chess, Little Walter, Etta James, Chuck Berry. La Stagione cinematografica 2009 della Piccola Fenice è realizzata dal Comune di Senigallia, a cura del circolo cinematografico Linea d’ombra di Senigallia. Info 393.9567505

Da giovedì 21 a domenica 24 maggio

maggio 20, 2009

Quattro giorni di cinema dal 21 al 24 maggio alla Piccola Fenice di Senigallia. Giovedì 21, “Un silenzio particolare”, pellicola poetica e privata di Stefano Rulli. Venerdì 22 per Cinema aperitivo, un capolavoro di Luis Bunuel “Bella di giorno”. Sabato 23 e domenica 24 per la rassegna dedicata alla cinematografia africana, “Yaaba” di Idrissa Ouédraogo.

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Giovedì 21 per la rassegna “Voglia di futuro”, un film dal titolo “Un silenzio particolare”. Il film che inaugura questo fine settimana di cinema è diretto da Stefano Rulli tra i fondatori della Città del Sole assieme a Clara Sereni, i quali offrono allo spettatore un’esperienza vera e autobiografica. Il complesso agrituristico da loro fondato in un’ampia area situata sulle pendici del monte Peglia, ha la capacità di accogliere persone con varie forme di disagio psichico e motorio. Tra questi anche Matteo, ragazzo di vent’anni che vive in un mondo apparentemente impenetrabile anche ai suoi genitori, Stefano e Clara appunto. Il giovane se ne sta in disparte anche nel giorno dell’inaugurazione, nonostante la festa con tante persone.

Si tratta di un diario realizzato con molto pudore e sensibilità, senza telecamere fisse, ma con continua interazione tra operatori e ospiti, tra film e realtà del disagio. Anche i dialoghi riflettono molto della vera esperienza di Stefano, Clara e Matteo, nonché degli altri ragazzi che trovano nella Città del Sole un rifugio. Un film poetico e vero.

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Venerdì 22 maggio, spazio al grande cinema d’autore con “Bella di giorno” di Luis Bunuel. Film realizzato nel 1967 e tratto da un romanzo di Joseph Kessel del 1929, vede nel cast la bellissima e straordinaria Catherine Deneuve, affiancata da Jean Sorel, Michel Piccoli, Geneviève Page, Françoise Fabian, Macha Méril, Pierre Clementi e Francisco Rabal. All’uscita fece scandalo per l’argomento, ma passò la censura e vinse addirittura il Leone d’Oro alla 32ª Mostra del cinema di Venezia.

Affetta da seri problemi di relazione, Séverine (Catherine Deneuve) è la giovane moglie di un medico (Jean Sorel). Fredda e distaccata col marito, la giovane donna cerca rifugio tutti i pomeriggi in una casa d’appuntamenti, dove attraverso la prostituzione cerca una sorta di psicanalisi che la porti a uscire dalle sue fobie e dalla sua frigidezza. Il film rientra nella minirassegna “Cinema aperitivo” che dopo questa pellicola, venerdì 29 maggio, propone in ideale continuità “Bella sempre” di De Oliveira.



Per il consueto appuntamento con “Sguardi africani”, sabato 23 e domenica 24 maggio il pubblico potrà ammirare il cinema di Idrissa Ouèdraogo con “Yaaba”. Ambientato in un piccolo villaggio africano, il film racconta di Bila (Noufou Ouédraogo) un ragazzino di 10 anni che fa amicizia con una anziana donna  di nome Sana (Fatimata Sanga), emarginata dal villaggio. Tutti pensano infatti che sia una strega, mentre il piccolo Bila la chiama “Yaaba” che significa nonna. Saranno le medicine della donna a curare e salvare la cugina di Bila, Nopoko (Roukietou Barry).

La Stagione cinematografica 2009 della Piccola Fenice è realizzata dal Comune di Senigallia, a cura del circolo cinematografico Linea d’ombra di Senigallia. Info 393.9567505.


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