Questa settimana eccezionalmente l’appuntamento non sarà di martedì per preparare un evento importante: venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 dicembre (inizio alle 21.15) sarà proiettato Pietro di Daniele Gaglianone, unico film italiano in concorso al Festival di Locarno 2010. Alla proiezione di venerdì 10 saranno presenti il regista Gaglianone, il produttore Gianluca Arcopinto e il distributore Andrea Occhipinti.
Terzo lungometraggio di Daniele Gaglianone (anconetano di nascita, ma vive ormai da anni a Torino), Pietro ha commosso ed emozionato il pubblico internazionale, che gli ha tributato 10 minuti di applausi. Il film è stato realizzato in modo del tutto indipendente, grazie innanzitutto al lavoro di chi vi ha partecipato, dai produttori in senso stretto alla troupe.
Lo sguardo di Gaglianone si concentra sulla vita di un essere umano semplice, fragile, invisibile alla società se non come buffone. Pietro vive in un’anonima periferia. Ha un lavoro, una casa e una famiglia. Guadagna pochi soldi in nero distribuendo volantini in strada. La sua casa è il vecchio appartamento lasciato dai genitori, ormai fatiscente, dove abita con il fratello Francesco che è tutta la sua famiglia. Ma il loro rapporto è difficile. Francesco è un tossicodipendente, legato ormai in modo irreversibile al suo “amico” spacciatore NikiNiki e al suo gruppo di compari. L’unico modo che ha Pietro per mantenere un contatto con il fratello sembra che sia assecondare il ruolo di buffone ritardato affibbiatogli dalla corte degli amici. Le offese subite durante le serate col fratello o nella stessa casa, degradata a lurido porto franco, sono solo l’altra faccia dei soprusi cui Pietro è sottoposto di giorno al lavoro da un capo violento e losco. Eppure tutti continuano sulla loro strada, come ciechi di fronte allo sfacelo che si consuma attorno alle loro vite sprecate.
Qualcosa sembra cambiare quando, sul “posto di lavoro”, Pietro conosce una ragazza, forse più disperata di lui, con la quale, pian piano, sembra instaurarsi un rapporto diverso, dove possono avere spazio la tenerezza e la comprensione. Ma si tratta di un’illusione in una vicenda nera che ha già scritto il suo destino, in una microsocietà educata alla solitudine e alla sopraffazione, dove non c’è spazio per la solidarietà.
Durante una delle solite serate, Pietro presenta l’amica ai ragazzi. Subito la festa prende una brutta piega: sarà la miccia che innescherà la reazione di Pietro.
Racconta il regista Daniele Gaglianone: “Rabbia, tenerezza, fragilità, violenza. Sono le quattro parole che emergono quando penso a Pietro, un film nato da diverse congiunture e suggestioni, alcune molto personali. Era un momento difficile, non stavo facendo nulla; e mi dicevano che dovevo essere meno radicale nelle scelte delle storie da raccontare. Così, per risposta, ho scritto l’abbozzo di Pietro: un film duro che nasce da una situazione dura, da persone che conosco, fragili, invisibili, che questa società non vuole vedere. Ma che possono diventare bombe a orologeria, pronte ad esplodere”.
Gli interpreti, Pietro Casella, Francesco Lattarulo e Fabrizio Nicastro (già in Nemmeno il destino, secondo film di Gaglianone) sono attori professionisti che hanno dato la loro impronta ai personaggi già durante la fase di scrittura. I tre vengono dal teatro surreale e dal cabaret con il gruppo “Senso d’oppio” (presente anche a Zelig nel 2009). La grande dote che portano nel film oltre alla straordinaria credibilità, è la fisicità e la capacità di muoversi con il corpo nello spazio in cui si trovano.
Il Circolo Cinema Linea d’Ombra – FICC ha proposto in anteprima nazionale alla Piccola Fenice di Senigallia (13 e 14 marzo 2009) il documentario Rata nece biti – la guerra non ci sarà con cui Daniele Gaglianone ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival (sezione documentari italiani) e il David di Donatello 2009.

