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febbraio 9, 2011

Giovedì 10 febbraio, per la giornata del ricordo dedicata alle Foibe sarà proiettato “La città dolente”, film uscito nel 1949 e diretto dal regista Mario Bonnard. L’appuntamento rientra tra gli incontri della Stagione cinematografia 2010-11 del Comune di Senigallia (Assessorato alla Cultura) a cura del Circolo cinematografico Linea d’ombra. Inizio alle 21.15.

Realizzato in bianco e nero, questo lavoro contiene alcune scene documentarie sull’esodo istriano, girate da cineoperatori proprio in quei giorni in cui la riscrittura dei confini italiani orientali verso Trieste, spinse decine di migliaia di persone a lasciare Pola. Immagini che vennero dunque restituite alla visione pubblica dopo essere state recuperate negli archivi dell’Istituto Luce e restaurate dalla Cineteca del Friuli. Le scene documentarie si inseriscono in quelle di finzione che raccontano la vicenda di Berto, meccanico che in quei giorni decide di restare a Pola, fiducioso nel socialismo di Tito. I fatti lo smentiranno, moglie e figlio riusciranno a partire verso Venezia grazie all’aiuto di una ispettrice comunista. La stessa che poi manderà Berto in un campo di lavori forzati perché venga “rieducato”.

La sceneggiatura è frutto di un lavoro di squadra tra lo stesso regista Bonnard e Federico Fellini, Aldo De Benedetti e Anton Giulio Majano. La fotografia fu affidata al grande Tonino Delli Colli. Il critico Paolo Mereghetti ha definito questo film “strano, anomalo, dove la propaganda si mescola al documentario, il melodramma alla ricostruzione storica”. La sequenza che più resta impressa sempre secondo Mereghetti è “quella della dissepoltura delle casse da morto dai cimiteri, per portarsi in Italia anche i resti dei propri cari. […] Altrettanto drammatiche sono le lunghe file di profughi che spingono mobili e materassi ammassati su carretti di fortuna, o i volti senza gioia dei bambini che si imbarcano sulla nave Toscana, che fa la spola tra l’Istria e Venezia. Immagini che l’allora giovanissimo Tonino Delli Colli (era il suo ottavo film come direttore della fotografia) riesce a fondere perfettamente con il resto del film, girato in parte negli stabilimenti Scalera di Roma in parte in esterni”.

Il film “Una città dolente”, unico film girato su questo soggetto, pone moltissime domande che restano ancora da percorrere, come il fallimento delle minoranze italiane rimaste in Istria, l’oppressione titina, i campi di concentramento, la violenta propaganda anticomunista che in quel periodo attraversava l’Italia. “Forse l’esodo da Pola e più in generale il ridisegnamento dei confini orientali del nostro Paese – conclude Mereghetti – era un argomento su cui quasi nessuno si sentiva di speculare: troppe le sofferenze subite, troppi da una parte e dall’altra gli scheletri da tener nascosti negli armadi”.

“Nazarin” e “Francesco, giullare di Dio”

gennaio 4, 2010

Prosegue la rassegna cinematografica “Natale come mai prima d’ora” alla Piccola Fenice di Senigallia con gli ultimi due titoli: il 5 gennaio 2010 “Nazarin” di Luis Bunuel e il 7 gennaio “Francesco giullare di Dio” di Roberto Rossellini.

La rassegna inaugura la nuova Stagione cinematografica nell’ambito delle attività del Comune di Senigallia, in collaborazione e con la cura del circolo cinematografico Linea d’ombra FICC. Le proiezioni iniziano alle 21.15 e l’ingresso in sala è previsto dalle 20.30. Info http://www.fenicesenigallia.it. Il film “Nazarin” diretto da Luis Bunuel, che sarà proiettato martedì 5 gennaio, vinse il premio internazionale al Festival di Cannes nel 1959.

Basato su un racconto realista di Benito Pérez Galdós e ambientato in Messico nei primi del Novecento, durante la dittatura di Porfirio Díaz, il film ritrae le peregrinazioni di Nazarin, giovane sacerdote di origine spagnola che vive deliberatamente in estrema povertà, mettendo in pratica i principi evangelici senza però ottenere alcun risultato positivo. Lo sguardo anticonfessionale e costantemente antiborghese di Bunuel è impietoso e ironico, mostrando tra difficoltà e incomprensioni quanto sia difficile applicare la morale cristiana in un contesto reale e socialmente degradato. Molte le analogie tra il personaggio di Nazarin e quelle di Gesù Cristo e Don Chisciotte. Giovedì 7 gennaio, la rassegna di Natale si conclude con “Francesco Giullare di Dio”, diretto da Roberto Rossellini nel 1950.


Il film ritrae alcuni episodi tratti da I Fioretti di San Francesco e dalla Vita di Frate Ginepro (uno dei discepoli del santo di Assisi). Rossellini si avvalse allora della consulenza dello storico Arnaldo Fortini, che lo aiutò a rivelare aspetti inconsueti della vita francescana. Alla sceneggiatura collaborò anche Federico Fellini e nel cast figura Aldo Fabrizi. I tesserati del 2009 potranno entrare gratuitamente esibendo la tessera in tutte le proiezioni fino a marzo 2010. L’ingresso senza tessera è al costo di 5 euro. Il tesseramento per il 2010 è di 5 euro e permette l’ingresso al costo di 1 euro. Info http://www.fenicesenigallia.it

Dal 25 al 28 giugno

giugno 24, 2009

Ancora un lungo week-end di cinema alla Piccola Fenice dal 25 al 28 giugno: Giovedì 25, “Il disprezzo” di Jean-Luc Godard; venerdì 26 e sabato 27, l’esordio horror di Mario Bava “La maschera del demonio” (1960) e a seguire il corto “Toby Dammit” di Federico Fellini. Domenica 28 giugno, in anteprima “Cadillac Records”, film sulla famosa casa discografica anni Cinquanta per il ciclo Winter Jamboree. Inizio alle 21.15.

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Per la rassegna su Jean Luc Godard, il film proposto giovedì 25 giugno è “Il disprezzo” in versione originale, con Michel Piccoli, Brigitte Bardot e Fritz Lang. Lo scrittore di teatro Paul e sua moglie Camille vivono a Roma. Paul ha ricevuto la proposta di riscrivere, modernizzandola, la sceneggiatura di un film sull’Odissea prodotto dall’americano Prokosch e diretto da Fritz Lang (interprete di se stesso). Il giorno che deve decidere se accettare l’incarico, Paul viene raggiunto da sua moglie Camille presso gli studi di Cinecittà: l’americano è fulminato dalla bellezza della donna e con la motivazione di parlare di lavoro con maggior comodità, li invita entrambi nella sua villa in campagna. Paul lascia che Camille vada con l’Alfa Romeo spider di Prokosch. Il film è una coproduzione franco-italiana, ma l’edizione italiana subì diverse modifiche rispetto all’originale, una volta arrivata nelle mani di Carlo Ponti. I nomi dei due personaggi principali furono modificati in Paolo ed Emilia e oltre a censurare e rimontare intere sequenze (perdendo così il senso logico iniziale), fu effettuato un nuovo doppiaggio e venne sostituita la colonna sonora. Tant’è vero che Godard, una volta vista la riedizione italiana, rinnegò la paternità del film in quella veste che stravolgeva il senso iniziale. La versione originale permette invece di apprezzare le diverse raffinatezze stilistiche, come i titoli di testa letti anziché scritti, il plurilinguismo che ci permette di capire che i personaggi parlano lingue diverse e lo sguardo della cinepresa che guarda direttamente lo spettatore.

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Venerdì 26 e sabato 27 giugno, la Piccola Fenice propone l’esordio alla regia di Mario Bava, grande direttore della fotografia e geniale mago di trucchi: “La maschera del demonio” (1960). Il film diede inizio all’horror gotico. Vagamente ispirato al racconto “Il vij” di Nikolaj Gogol’ e ambientato nel 1830, il film ritrae il dottor Chomas e il suo assistente Gorobec costretti ad attraversare un orrido bosco per arrivare a Mosca in occasione di un congresso scientifico. In una cappella diroccata, Chomas scopre un sarcofago con il corpo mummificato di una strega giustiziata un secolo prima. Incidentalmente infrange il cristallo del sarcofago: alcune gocce del suo sangue cadono sul corpo racchiuso e la strega rivive. Il resto è brivido.
A seguire “Toby Dammit”, cortometraggio di 31 minuti tratto dal racconto di E.A.Poe Non scommettere la testa col diavolo, ma debitore a Fellini. Vi si ritrovano i gaudenti di La dolce vita e le maschere di Giulietta, la passerella di Otto e mezzo e le deformazioni scenografiche che già preludevano alle Tentazioni del dottor Antonio. La trama: Toby Dammit è un giovane attore inglese che fa molto uso di alcol. Arriva a Roma accolto dalla solita gazzarra di giornalisti e fotografi mobilitati per l’avvenimento. Sarà il protagonista del primo “western cattolico” e attorno a lui si affollano uomini della produzione ed ecclesiastici. La pubblicità ha le sue leggi e gli incontri turistico- mondani, le sfilate di moda, le cerimonie di premiazione, si moltiplicano. Toby Dammit, nel suo stato di semi-drogato, non nasconde la propria apatia, vagamente funerea. Si ravviva soltanto quando una bambina con le sembianze di uno spettro gli getta la palla perché la respinga, giocando con lei. Ma non è che un momento. Il fastidio di tutto, la noia, lo riprendono. In un’intervista TV dichiara di credere soltanto nel diavolo.

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Domenica 28 giugno, per il ciclo in jamboree, il film è una anteprima. Uscito in Italia a fine maggio, arriva alla Piccola Fenice “Cadillac Records” (USA 2008) di Darnell Martin. Nel cast Jeffrey Wright, Adrien Brody, Beyoncé Knowles, Emmanuelle Chriqui, Mos Def, Eric Bogosian, Marc Bonan, Cedric the Entertainer, Natasha Ononogbo, Columbus Short. Prodotto in USA e distribuito in Italia da Sony Pictures Releasing Italia, il film racconta l’ascesa e il declino della casa discografica Chess Records nella Chicago degli anni ’50. Gli anni in cui brillarono le grandi leggende dell’r&b, tra cui Muddy Waters, Leonard Chess, Little Walter, Etta James, Chuck Berry. La Stagione cinematografica 2009 della Piccola Fenice è realizzata dal Comune di Senigallia, a cura del circolo cinematografico Linea d’ombra di Senigallia. Info 393.9567505

Le due rassegne di giugno

giugno 7, 2009

In occasione del 50esimo anniversario della nascita della Nouvelle Vague, la prima rassegna sarà un omaggio al regista che ha incarnato in assoluto lo spirito rivoluzionario e anticonformista del cinema francese: Jean-Luc Godard.

La rassegna si aprirà giovedì 11 giugno alla Piccola Fenice con il film Fino all’ultimo respiro, proseguirà il 18 giugno con Questa è la mia vita, e terminerà giovedì 25 con Il disprezzo.

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FINO ALL’ULTIMO RESPIRO

Michel Poiccard (Jean-Paul Belmondo), un giovane ladro di automobili, è in viaggio verso Parigi per andare a riscuotere una grossa somma di denaro e ritrovare Patricia (Jean Seberg), una ragazza americana conosciuta poche settimane prima, della quale si è innamorato. Ad un certo punto si imbatte in una volante della polizia che gli intima di fermarsi per aver effettuato un sorpasso dove era vietato. Nella precipitosa fuga che segue il giovane uccide uno dei due poliziotti che lo tallonavano…

Fino all’ultimo respiro è il primo lungometraggio di Jean-Luc Godard, viene considerato uno dei suoi capolavori e manifesto della Nouvelle Vague. Il soggetto gli venne ceduto da François Truffaut nel 1959, anno in cui quest’ultimo presentò a Cannes I 400 colpi.

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La seconda rassegna, quella dei fine settimana, sarà di carattere horror: si comincia venerdì 12 giugno, sabato 13 e domenica 14 con Antichrist di Von Trier, il film più discusso del festival di Cannes appena concluso (v. m. 18), si prosegue sabato 20 e domenica 21 con L’Esorcista in versione integrale e, per concludere, venerdì 26 e sabato 27 due serate con doppia proiezione, La maschera del demonio di Mario Bava (87′) e il cortometraggio “noir” di Fellini Toby Dammit (32′).

ANTICHRIST di Lars Von Trier.

Il film racconta la storia di una coppia che improvvisamente perde il loro unico figlio. Lui è uno psichiatra, interpretato da Willem Dafoe, che decide – contro ogni logica – di curare personalmente la moglie (Charlotte Gainsbourg) in preda a forti attacchi d’ansia. Lui la porterà nel posto che lei teme di più per superare il dolore della morte accidentale del loro figlio. Quel posto è la Foresta di Eden, dove la coppia possiede un piccolo rifugio nel quale lei una volta scrisse la sua tesi incentrata sulla persecuzione delle streghe nel medioevo. Mentre cercano di capire perché una tragedia simile abbia colpito proprio loro, la coppia si apre alla possibilità che la risposta è nel fatto che la natura del mondo sia in realtà malefica.

Antichrist è stato presentato in Concorso al Festival di Cannes 2009.


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