Ci scusiamo, ma a causa di un errore di comunicazione interna, dobbiamo correggere l’informazione sul film in programma il prossimo martedì 29 maggio: i problemi tecnici riguardano “Il minestrone”, che quindi non sarà possibile proiettare, mentre potremo vedere un altro film del regista Sergio Citti, cioè “Casotto” (106′).
Sergio Citti ha avuto una carriera del tutto singolare, a partire dalla consulenza a Pasolini per i dialoghi dei romanzi sulle borgate (“Ragazzi di vita” e “Una vita violenta”) e al ruolo di aiuto-regista in tutti i suoi film, prima di girare qualcosa di proprio. Girato nel 1977, “Casotto” è ambientato in una spiaggia di Ostia e in particolare il punto di osservazione è una cabina di servizio collettivo, la n° 19 della spiaggia libera: un luogo ideale dove osservare i costumi italiani con vena grottesca.
Tratto da un racconto di Vincenzo Cerami che collabora anche alla sceneggiatura con Citti, il film può vantare la fotografia di Tonino Delli Colli e un cast d’eccezione: Ugo Tognazzi, Paolo Stoppa, Michele Placido, Mariangela Melato, Gigi Proietti e una giovanissima Jodie Foster reduce dallo straordinario successo di “Taxi driver” (1976).
Piccola Fenice, ore 21,15.
Archivio per maggio 2012
Martedì 29 – Casotto (di S. Citti)
maggio 26, 2012Martedì 22 maggio – La donna scimmia (di M. Ferreri)
maggio 18, 2012La rassegna dedicata al grottesco nel cinema italiano prosegue martedì 22 maggio con “La donna scimmia” (1964, 92′) del caustico maestro Marco Ferreri. Ispirato alla vicenda di una donna realmente ipertricotica, la messicana Julia Pastrana, il film partecipò in concorso al 17° festival del cinema di Cannes e vinse il Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale.

Ugo Tognazzi interpreta il ruolo di Antonio Focaccia, un quarantenne abituato a tirare avanti vivendo di espedienti. Un giorno nella cucina di un convento incontra Maria (Annie Girardot), una donna incredibilmente ricoperta di peli. Intuendo la possibilità di sfruttarla come fenomeno da baraccone per far soldi, riesce a convincerla a seguirlo e la sposerà anche per potersela tenere sempre accanto. Ad un certo punto finirà persino per innamorarsene.
Del film, che mette alla berlina le convenzioni matrimoniali borghesi e l’interesse economico che ne erano alla base, scrisse Tullio Kezich sulla Settimana Incom (9, 1964): «”La donna scimmia” assomiglia a “La strada” più che a qualsiasi film. [...] Tognazzi, che i più hanno trovato un po’ debole in questo film, ci sembra invece esemplare nella sua ambiguità di uomo medio, né buono né cattivo, legato al carro di un sistema dal quale non può assolutamente sciogliersi; non meno convincente di una Annie Girardot patetica e coraggiosa.»
Piccola Fenice, ore 21,15.
Martedì 15 maggio – “Come inguaiammo il cinema italiano” (di D. Ciprì e F. Maresco)
maggio 12, 2012La rassegna dedicata al grottesco nel cinema italiano prosegue martedì 15 maggio con il film “Come inguaiammo il cinema italiano” (100′) ancora del geniale duo Ciprì e Maresco. Questa volta i due registi siciliani rendono omaggio a un altro importante duo della storia del cinema italico protagonista di tante commedie tra gli anni Sessanta e gli Ottanta, Franco e Ciccio.

Il film “Come inguaiammo il cinema italiano” è uscito nel 2004 ed è stato presentato fuori concorso alla 61esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Ripercorre la carriera dei due comici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia dagli esordi alla morte. I registi Ciprì e Maresco hanno fatto ricorso a materiale di repertorio, interviste a familiare e amici e altre testimonianze originali raccolte ad hoc. La pellicola scorre tra la fiction e il documentario, tra repertorio e immagini in bianco e nero di commento, nello stile grottesco tipico di Ciprì e Maresco. Il cast vede Ciccio e Franco ritratti dunque in filmati di repertorio e a seguire presenta una danza di personaggi noti nei panni di se stessi, tra cui Tatti Sanguineti, Mario Merola, Lino Banfi, Pippo Baudo, Lando Buzzanca e Nino D’Angelo.
Piccola Fenice ore 21,15.
Martedì 8 maggio – Il ritorno di Cagliostro (D. Ciprì e F. Maresco)
maggio 4, 2012Martedì 8 maggio parte l’ultima rassegna di questa stagione prima della pausa estiva. Si intitola “Il guaio del cinema italiano” ed è un omaggio alla cinematografia italiana di registi come Ferreri, Citti, ma soprattutto Ciprì e Maresco. Si comincia con “Il ritorno di Cagliostro” (103′), film del 2003 diretto da Daniele Ciprì e Franco Maresco, duo che ha portato una ventata netta di novità nel linguaggio cinematografico italiano, con sequenze anche illogiche ed elementi completamente grotteschi.

La trama si basa su una storia immaginaria ambientata nella Sicilia del dopoguerra e sul ritrovamento di una leggendaria pellicola dal titolo appunto “Il ritorno di Cagliostro” della Trinacria Cinematografica. Il film si apre come un documentario, con le critiche discordanti degli esperti, e si rivela poi, tramite il racconto di un nano, come la storia dei traffici dei mafiosi di Lucky Luciano. Tra i protagonisti il mitico Robert Englund, in arte “Freddy Kruger”.

La rassegna prosegue martedì 15 maggio ancora con Ciprì e Maresco e “Come inguaiammo il cinema italiano”, martedì 22 maggio con “La donna scimmia”, di Marco Ferreri e martedì 29 maggio e “Il minestrone” diretto da Sergio Citti nel 1981.
Piccola Fenice, ore 21,15.