Archivio per dicembre 2011

Rassegna Ingmar Bergman – Il settimo sigillo (martedì 3 gennaio)

dicembre 30, 2011

Il nuovo anno si apre con un omaggio a Ingmar Bergman: il mese di gennaio permetterà infatti di ammirare alcune delle più belle e significative pellicole della storia del cinema girate dal grande cineasta svedese. La rassegna inizia il 3 gennaio con “Il settimo sigillo” (96’), un film uscito nel 1957 e presentato al Festival di Cannes, dove si aggiudicò il Premio Speciale della Giuria, ex aequo con “I dannati di Varsavia” di Andrzej Wajda. Il film è ormai identificato con l’immagine fortissima della partita a scacchi tra l’essere umano e la morte.

Il protagonista è Antonius Blok, interpretato da Max Von Sydow: è un cavaliere che ritorno dalle Crociate in Terra Santa pieno di dubbi. Su una spiaggia lo attende la Morte, ma il cavaliere decide di sfidarla a scacchi in un’ultima vana illusione di poter prolungare il suo tempo. La partita si svolge nel corso di vari incontri e il cavaliere, nel suo viaggio verso casa, ha la possibilità di maturare una coscienza della vita e della morte diversa da quella di prima.
Girato nella riserva naturale di Scania in Svezia, il film è la trasposizione cinematografica di una pièce teatrale che Bergman aveva scritto per la sua compagnia di attori. Il titolo era “Pittura su legno”, perché nasceva dalla suggestione che alcune opere e alcune chiese ebbero sul Bergman bambino nei suoi viaggi con il padre predicatore. “La mia intenzione – racconta il regista in alcune pubblicazioni critiche su questo film – è sempre stata “dipingere” nello stesso modo del pittore di quella chiesa medievale, con lo stesso interesse obiettivo, con la stessa tenerezza e gioia. La risata degli esseri umani, il loro pianto, l’ululato della paura, i giochi, la sofferenza, il loro terrore della piaga, del giorno del Giudizio universale, della stella il cui nome è Assenzio. La nostra paura può essere di generi diversi, ma le parole per descriverla sono sempre le stesse…e i nostri quesiti universali permangono. La nostra domanda rimane”.

La rassegna proseguirà martedì 10 gennaio con “Sussurri e grida” (91’), il 17 gennaio con “La fontana della vergine” (89’), il 24 gennaio con “Scene da un matrimonio” parte I e il 31 gennaio si conclude con “Scene da un matrimonio”, parte II.
Piccola Fenice, ore 21,15.

Martedì 27 dicembre – Todo modo (di E. Petri)

dicembre 24, 2011

Dopo i due giorni di festa (buon Natale a tutti!), martedì 27 dicembre ci attende l’ultimo appuntamento con la rassegna dedicata a Gian Maria Volontè: lo vedremo protagonista del film “Todo modo” (1976, 120′), che il regista Elio Petri realizzò a partire dall’omonimo libro pubblicato due anni prima da Leonardo Sciascia.


Il film prosegue nella direzione dell’impegno civile che caratterizzò molte opere degli anni di piombo e descrive in toni cupi e contemporaneamente farseschi la classe dirigente italiana, ritrovando nel grottesco l’unica misura possibile per descrivere i tempi del compromesso storico. Il film infatti non fu ben accolto nel dibattito politico pubblico, criticato dagli esponenti democristiani e snobbato dai comunisti (“in pubblico i comunisti lo criticavano ma in privato mi confidavano che gli piaceva” dichiarò Elio Petri), in seguito oscurato dalla terribile vicenda del rapimento ed uccisione di Aldo Moro.
Mentre nel paese infuria un’epidemia, i capi politici, i grandi industriali e i banchieri si ritrovano in una sorta di eremo per i consueti esercizi spirituali annuali. Ma la pratica spirituale si rivela poca cosa: i litigi continui, gli scontri tra le correnti del partito riescono alfine in lotte per il potere ed eliminazioni fisiche e l’eremo si rivela una prigione. La figura del protagonista fu interpretata con fin troppa capacità mimetica da Gian Maria Volontè: “I primi due giorni di lavorazione di Todo modo furono cestinati da me,” dice Elio Petri, “d’accordo col produttore e con lo stesso Volontè, perché la somiglianza di Gian Maria con Aldo Moro era nauseante, imbarazzante, prendeva alla bocca dello stomaco.”
Insieme a Volontè sulla scena anche Marcello Mastroianni, Mariangela Melato, Michel Piccoli e Ciccio Ingrassia (vincitore del Nastro d’Argento nel 1976 come attore non protagonista). Il montaggio è di Ruggero Mastroianni, le scenografie di Dante Ferretti e le musiche, ispirate alle opere di Olivier Messiaen, di Ennio Morricone.
Piccola Fenice, ore 21,15.

Martedì 20 dicembre – Sbatti il mostro in prima pagina (di M. Bellocchio)

dicembre 17, 2011

Martedì 20 dicembre prosegue la rassegna dedicata a Gian Maria Volontè con “Sbatti il mostro in prima pagina” (93′). Girato nel 1972, il film mette in evidenza i discutibili legami tra stampa e politica, raccontando la manipolazione dell’informazione per fini personali e scandalistici.

Il regista Marco Bellocchio scelse di aprirlo con le riprese dal vivo di un comizio della “Maggioranza Silenziosa”, comitato anticomunista a cui aderivano esponenti democristiani, missini, liberali e monarchici, tra i quali si può riconoscere un giovane Ignazio La Russa. È l’8 marzo e il corpo violato e senza vita di una quindicenne liceale (come in un fatto realmente accaduto che occupà per mesi le prime pagine dei quotidiani) viene trovato in un prato fuori Milano. Tutta la stampa se ne occupa e per “Il Giornale” (l’omonima testata fu fondata due anni dopo da Indro Montanelli) si attivano due cronisti: il giovane principiante Roveda e il più esperto Lauri. Nel frattempo però, il caporedattore Bizanti, interpretato da un sempre credibile Gian Maria Volonté, sceglie di indagare da solo.
Tramite l’ex amante scontenta e isterica di un uomo della sinistra extraparlamentare, la bella Rita Zigai (Laura Betti), il giornalista Bizanti riesce a manipolare gli indizi per far ricadere le accuse sul politico stesso. Il giovane Roveda però non è convinto e continua le sue ricerche, fino a scoprire il vero colpevole. La rivelazione non piace al suo giornale che lo licenzia. Lo scoop infatti va tenuto per dopo le elezioni e usato come opportunità politica. Ombra nera sopra tutta la vicenda e consigliere del caporedattore de “Il Giornale” è il finanziatore del quotidiano, l’ingegner Montelli.
Alla sceneggiatura di questo discusso film, scritta da Sergio Donati, lavorò anche Goffredo Fofi, chiamato per dare coerenza e veridicità al contenuto e all’analisi politica. I costumi furono disegnati da Dante Ferretti e le musiche composte da Ennio Morricone. Il montaggio è a cura di Ruggero Mastroianni.
Piccola Fenice, ore 21,15.

Martedì 13 dicembre – La classe operaia va in paradiso (di E. Petri)

dicembre 10, 2011

Martedì 13 dicembre ci sarà il secondo appuntamento con la rassegna dedicata a Gian Maria Volontè: il film in programmazione è “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri (1971, 112′). L’anno seguente il film ricevette il Grand Prix al Festival di Cannes come miglior film e il suo protagonista, Gian Maria Volonté, ebbe una menzione speciale. Nello stesso anno il film vinse il David di Donatello e il Nastro d’Argento per la miglior attrice protagonista (Mariangela Melato) e il miglior attore non protagonista (Salvo Randone). Molte furono però anche le proteste e le polemiche suscitate da questa pellicola. Scritto insieme a Ugo Pirro, il film portò infatti la cinepresa per la prima volta dentro a una fabbrica, per raccontare l’alienazione degli operai e il rapporto con le macchine, con il movimento studentesco e con i sindacati.

Protagonista delle vicende è Ludovico Massa detto Lulù interpretato da Gian Maria Volontè e affiancato da una sempre eccellente Mariangela Melato nei panni di Lidia, la sua amante. Lulù mantiene infatti due famiglie attraverso il lavoro a cottimo e un atteggiamento servile e stakanovista, incurante delle intossicazioni e dell’ulcera provocate fino a quel momento dal lavoro o dell’insoddisfazione che sente dentro. Finché un giorno, per via di un incidente in fabbrica, perde un dito. A quel punto realizza la sua condizione e si schiera con le proteste degli studenti. La fabbrica lo licenzia e tutto precipita. Anche il movimento studentesco e il sindacato lo abbandonano. L’alienazione di Lulù si trasforma pian piano in pazzia. Non è un caso che l’unico da cui riesce ad avere un po’ di conforto è Militina, un ex compagno di fabbrica finito in manicomio. Alla fine, Lulù riesce a riavere il posto di lavoro, ma l’alienazione è ormai totale e davanti ai compagni, sovrastando il rumore assordante delle macchine, racconta il paradiso della classe operaia. Le musiche per il film furono scritte da Ennio Morricone e la scenografia da Dante Ferretti, due maestri del cinema.
Inizio ore 21.15, Piccola Fenice.

Rassegna dedicata a Gian Maria Volontè – Martedì 6 dicembre “Giordano Bruno”

dicembre 2, 2011

La rassegna del mese di dicembre sarà dedicata a uno dei grandi attori italiani: Gian Maria Volontè. Cominceremo martedì 6 dicembre con il film “Giordano Bruno” per la regia di Giuliano Montaldo (1973, 123′).


Il film ha come soggetto princiaple gli ultimi nove anni della vita di Giordano Bruno, il filosofo nolano giudicato eretico e bruciato sul rogo a Campo dei fiori il 17 febbraio del 1600. Rivestito già molto giovane l’abito dei domenicani, si dedica ad approfondire la mnemotecnica, la filosofia e perfino la magia. Montaldo lo rappresenta fin troppo didascalicamente come una vittima del potere, in particolare delle azioni repressive dell’epoca controriformistica, quando non era possibile ritenere separati i cammini di scienza e fede.
Gian Maria Volontè fornisce un’interpretazione intensa del filosofo e della sua caparbietà. Charlotte Rampling recita la parte di Fosca.
La fotografia è di Vittorio Storaro, le musiche di Ennio Morricone.
Piccola Fenice, ore 21,15.

Stagione cinematografica 2011-2012

dicembre 2, 2011

Ecco in breve i titoli delle rassegne previste per la Stagione cinematografica 2011-12.
Il mese di gennaio sarà dedicato al grande regista svedese Ingmar Bergman. Febbraio è riservato, come d’abitudine, all’attesa rassegna “Anteprima cinema” che ogni anno propone titoli tra i più interessanti della stagione italiana in anteprima, spesso con la possibilità di incontrare il regista in sala. Incontro con l’autore invece a marzo per la rassegna sul cinema “Noir” in collaborazione con la Fondazione Rossellini: sarà ospite, infatti, Paquale Pede, autore del volume “Le radici del noir fra letteratura e cinema”. Si confermano la proiezione per la Giornata della memoria, il 27 gennaio con il capolavoro di Chaplin “Il grande dittatore”, per la Giornata del ricordo il 10 febbraio, con un documentario sulle foibe e per la Liberazione il 25 aprile con “Una vita difficile” di Dino Risi.
Il mese di aprile sarà dedicato al cinema di David Lynch. A maggio concluderemo la rassegna sul cinema grottesco italiano intitolata “Il guaio del cinema italiano” (film di Ciprì e Maresco, Ferreri e Citti).


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