Archivio per marzo 2011

In nome del popolo sovrano – L. Magni

marzo 26, 2011

Martedì 29 marzo si conclude la rassegna “Scene dal Risorgimento” con In nome del popolo sovrano di Luigi Magni. Girato nel 1990, il film chiude una ideale trilogia che il regista Luigi Magni realizzò sulla Roma dei Papi, sull’aristocrazia e sul popolo (“Nell’anno del Signore”, 1969, e “In nome del Papa re”, 1977), rappresentando l’eterna lotta per la giustizia tra parti della società, nobili e prelati da una parte, popolo dall’altro.

È il 1848 e Papa Pio IX, con l’avvento della Repubblica Romana, è costretto ad andare in esilio a Gaeta. Sono però molti i sostenitori del potere temporale (per lo più nobili) e presto truppe austriache e francesi marciano sulla capitale contro i repubblicani. Come il papalino Arquati, nella cui famiglia si intrecciano posizioni diverse. La moglie del figlio Eufemio, Cristina, è apertamente pro-repubblica, tanto da diventare l’amante del rivoluzionario Giovanni Livraghi, amico del frate barnabita Ugo Bassi molto vicino alla causa del popolo nonostante il suo ruolo e contrario al potere temporale dei papi. Geloso, il marchesino Eufemio raggiunge Livraghi deciso ad affrontarlo, ma all’ultimo momento lo salva dall’agguato di un francese. Livraghi e Bassi sono intenzionati a raggiungere Garibaldi nel nord dove Venezia è insorta e Cristina a seguire l’amato. Eufemio a sua volta è intenzionato a seguire Cristina e a vendicarsi del tradimento. Ma i due, Bassi e Livraghi, vengono arrestati dagli austriaci e condannati a morte. A quel punto, Eufemio ha raggiunto Cristina e cambiato posizione, maturando una presa di coscienza nei confronti della lotta per liberare l’Italia.
Cristina colpita dal gesto del marito se ne ri-innamora. Riconciliati, i due si trovano fianco a fianco nella lotta con i piemontesi per l’Unità d’Italia, mentre papa Pio IX torna a Roma. Il film, nel quale figurano Alberto Sordi, Massimo Werthmuller, Luca Barbareschi, Elena Sofia Ricci, Jacques Perrin, Nino Manfredi, Serena Grandi, Roberto Herlitzka tra gli altri, vinse il David di Donatello 1991 per i migliori costumi.

Inizio ore 21.15.

1860 – A. Blasetti

marzo 21, 2011

La rassegna “Scene dal Risorgimento” continua martedì 22 marzo con un film da molti ritenuto l’antesignano del neorealismo: “1860”, capolavoro di Alessandro Blasetti. Uscito nel 1934, il film è ambientato nella Sicilia del 1860, quando gli insorti delle campagne si trovano a subire la repressione dell’esercito borbonico, nell’attesa che arrivi la spedizione di Garibaldi.

I due protagonisti, Carmeliddu e Gesuzza son costretti a separarsi. Carmeliddu è infatti inviato a Genova a incontrare il colonnello Carini, che aveva partecipato alla rivoluzione del 1848 e che ora si trova insieme a Garibaldi, per sollecitare l’atteso intervento nel Mezzogiorno. Alla fine di un difficile viaggio per mare e poi in treno, il giovane raggiunge la meta e lì scopre il dibattito in corso nella politica italiana su opposti fronti.

Poi assiste alle difficoltà dei preparativi per la famosa spedizione dei Mille, che alla fine il 5 maggio parte da Quarto. Nel frattempo, la sua amata Gesuzza è stata catturata e rischia di essere fucilata. Ma l’amnistia regale la salva. Sbarcati a Marsala, i Mille avanzano rapidamente nella terra siciliana. Prima della vittoriosa battaglia di Calatafimi, Carmeliddu riesce a riabbracciare sana e salva la sua amata Gesuzza. In questo film, il regista Alessandro Blasetti, anche autore della sceneggiatura insieme a Emilio Cecchi (produttore) e Gino Mazzucchi (autore del racconto d’origine), scelse di mostrare le masse contadine già in rivolta prima che arrivasse Garibaldi e prima che la parte aristocratica della società si mobilitasse. Non a caso, la figura di Garibaldi non è mai mostrata in pieno. Gli eroi del Risorgimento sono dunque secondo Blasetti le classi popolari siciliane, rappresentate dai protagonisti Carmeliddu e Gesuzza.

Inizio alle 21.15.

Nabucco di G. Verdi (Lirica in HD)

marzo 17, 2011

Il progetto della lirica in HD al Teatro la Fenice nell’ambito delle celebrazioni risorgimentali propone “Nabucco” di Giuseppe Verdi. Le riprese sono realizzate dalla Metis Film Classica-Unitel Classica Sky canale 728, ditta specializzata nella ripresa di Opere Lirica in Alta Definizione, con esperienza pluriennale sia in Italia che all’estero. La Metis ha sede nelle Marche, a Monte Porzio (PU).

Nella settimana dei festeggiamenti per il 150esimo dell’Unità d’Italia, la Stagione cinematografica di Senigallia propone l’opera verdiana nella quale il pubblico italiano dell’epoca si riconosceva, proiettando la condizione politica di allora e l’anelito alla liberazione nella vicenda narrata degli ebrei soggetti al dominio babilonese. Anche grazie alla capacità di toccare questa corda patriottica, l’opera decretò il successo pieno del suo autore Verdi.
L’allestimento proposto viene dalla Stagione lirica dell’Arena di Verona e la regia video di Tiziano Mancini. Nel cast spiccano Leo Nucci (considerato il più grande baritono verdiano degli ultimi trent’anni) nei panni di Nabucco, Fabio Sartori nei panni di Ismaele, Maria Guleghina nei panni di Abigaille, Carlo Colombara nel ruolo di Zaccaria. Il cast è completato da Nino Surguladze (Fenena), Carlo Striuli (Gran Sacerdote di Belo), Carlo Bosi (Abdallo), Patrizia Cigna (Anna). L’eccellente direzione è del Maestro Daniel Oren che si distingue per la capacità di misurare e dominare le dinamiche. Orchestra, coro e corpo di ballo e staff tecnico è dell’Arena di Verona. Regia scene e costumi sono affidati a Denis Krief.

Dramma lirico in quattro parti composto su libretto di Temistocle Solera, “Nabucco”, debuttò nel marzo del 1842 alla Scala di Milano. Nella parte principale, quella di Abigaille, c’era il celebre soprano Giuseppina Strepponi che portò l’opera a un tale successo da essere rappresentata, solo quell’anno e alla Scala, ben settantacinque volte. Per il libretto, il riferimento principale è la Bibbia e in particolare le vicende legate all’invasione del re babilonese Nabucodonosor nel 587 – 586 a.C., il saccheggio del tempio di Gerusalemme, la deportazione degli sconfitti in Babilonia.
Famosissima per il “Va’ pensiero” degli ebrei esiliati, l’opera comprende bellissime arie individuali e parti massicce in cui il coro traduce magistralmente la ricerca compositiva dell’autore e i drammi di un popolo. La parte di Abigaille, tra le più impegnative che Verdi scrisse, è pensata per un soprano drammatico capace di agilità e potenza.

BIGLIETTI La Biglietteria del Teatro La Fenice è aperta nei giorni di venerdì, sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 20. Stesso orario sarà osservato il giorno prima di ogni spettacolo e il giorno stesso dello spettacolo dalle ore 17 fino a inizio dell’evento. INFO 3351776042, biglietteria 071.7930842.

Allonsanfàn – P. e V. Taviani

marzo 14, 2011

Riprende il suo percorso la rassegna “Scene dal Risorgimento” martedì 15 con il film Allonsanfàn dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani (1974, durata 100′). Tra i protagonisti Marcello Mastroianni, una bellissima Lea Massari, Mimsy Farmer e Laura Betti. Le musiche sono di Ennio Morricone.

Siamo nella prima parte del Risorgimento, l’età della Restaurazione e delle società segrete premazziniane come la Carboneria  e delle spedizioni nel Meridione come quella dei fratelli Bandiera e di Carlo Pisacane. Marcello Mastroianni interpreta Fulvio Imbriani, nobile lombardo ex giacobino ed ex ufficiale di Napoleone, liberato dalla prigione dove era stato recluso perchè appartenente alla setta dei Fratelli Sublimi. Il soffio della Rivoluzione francese, echeggiato nel titolo che trascrive a suo modo in lettere italiane le prime parole della Marsigliese, arriva fievole nella penisola.

Più disincantato e capace di valutare meglio la velleitarietà delle azioni, Fulvio non rinuncia alle spinte ideali utopiche che pure richiedono il sacrificio dei sentimenti e delle aspirazioni personali. Ma l’Unità d’Italia è ancora lontana e la camicia rossa di Fulvio solo un pallido preannuncio.

Ore 21.15, Piccola Fenice.

8 marzo – L’Agnese va a morire (G. Montaldo)

marzo 7, 2011

Domani martedì 8 marzo, in occasione della Festa della donna, proponiamo un omaggio alle donne che hanno fatto l’Italia con il primo e unico film italiano sulla Resistenza che abbia per protagonista una donna: “L’Agnese va a morire” di Giuliano Montaldo (1976).

Tratto dall’omonimo romanzo di Renata Viganò, il film racconta di una donna emiliana, contadina analfabeta della bassa padana, che si vede portar via dai tedeschi il marito impegnato clandestinamente nella lotta. Dopo che l’uomo muore sotto i bombardamenti, la donna decide di partecipare alla lotta partigiana come staffetta, emancipandosi anche come donna. Grazie al suo equilibrio e al suo buon senso diventa fondamentale per i compagni e assume persino ruoli di organizzazione insieme ad altre donne.
Nel cast figurano oltre a Ingrid Thulin (Agnese), anche Stefano Satta Flores, Massimo Girotti, Michele Placido, Flavio Bucci, Johnny Dorelli, Ninetto Davoli, Eleonora Giorgi, Ornella Muti. Secondo la critica, in questo film il regista Montaldo “spinge il pedale dell’emotività, ma riesce a tenere sufficientemente a freno l’enfasi”. Le musiche furono scritte da Ennio Morricone.

Dopo alcune esperienze come attore diretto da Lizzani e Citto Maselli (in Achtung! Banditi!, Cronache di poveri amanti, La donna del giorno), e dopo aver fatto da aiuto regista a Gillo Pontecorvo sempre negli anni Cinquanta, Giuliano Montaldo esordisce alla regia con Tiro al piccione (1961) e prosegue con Una bella grinta (1965). negli anni Settanta dirige una trilogia sul potere militare, giudiaziario, religioso: Gott mit uns (1970), Sacco e Vanzetti (1971). Nel 1982 ha prodotto lo sceneggiato “Marco Polo” che ha vinto l’Emmy Award per la miglior serie televisiva.
Inizio alle 21.15.

Presentazione del libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere”

marzo 2, 2011

Crediamo di fare cosa gradita a tutti segnalandovi questa iniziativa della biblioteca comunale di Senigallia e degli amici di LibriSenzaCarta: sabato 5 marzo 2011, ore 18, la Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia nell’ambito della rassegna Sognalibro organizza, in collaborazione con l’associazione culturale LibriSenzaCarta, la presentazione del libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere” (Falsopiano edizioni). Un’antologia di film mai distribuiti in Italia.
Interverranno i curatori del libro Sara Sagrati, Alberto Brumana, Carlo Prevosti e Marco Valsecchi.


Ogni anno, nel mondo, vengono prodotti circa 25.000 film. Di questi, meno di 500 vengono distribuiti in Italia.
Nella prefazione di Gianni Canova si legge: «La censura non c’entra nulla. Questi film non sono stati “censurati”. Nessuno li ha “proibiti”. Nessuno ha lanciato una “fatwa” o una “scomunica” nei loro confronti. Sono lì, disponibili, sugli scaffali dell’entertainment globalizzato. Merci fra le merci: vendibili, comprabili, consumabili. Eppure nessuno ha pensato di distribuirli e di commercializzarli sul mercato italiano. Nessuno li ha ritenuti “interessanti”.
Più informazioni qui.


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